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E’ imponibile il rimborso forfetario delle spese di telefonia e traffico dati

Il rimborso forfetario del 50% delle spese di telefonia e traffico dati è soggetto a prelievo fiscale (e contributivo).

A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 74/E del 20/06/2017 emessa per rispondere ad una richiesta di interpello . Ecco il quesito sottoposto all’attenzione delle Entrate. Un datore di lavoro vorrebbe consentire ai dipendenti che ne facessero richiesta di acquistare, a proprie spese, un telefono cellulare ad uso promiscuo (ovvero da utilizzare sia per lavoro che per uso personale). Il lavoratore, dopo aver liberamente scelto il gestore telefonico e sottoscritto il contratto relativo al servizio di telefonia e traffico dati, avrebbe sostenuto direttamente il relativo costo. Il datore di lavoro avrebbe rimborsato al lavoratore il 50% delle spese di telefonia e traffico dati. Secondo l’istante, questo rimborso non sarebbe soggetto a prelievo fiscale (e contributivo). Infatti, il rimborso analitico delle sole spese sostenute per ragioni di servizio non sarebbe possibile, considerando che la forma tariffaria più diffusa sul mercato è quella c.d. flat.

Di diverso avviso è l’amministrazione finanziaria. In sede di determinazione del reddito di lavoro dipendente, le spese sostenute dal lavoratore e rimborsate in modo forfetario sono escluse dalla base imponibile solo se tale criterio forfetario è stato previsto dal legislatore. Laddove, invece, il legislatore non ha indicato tale criterio forfetario, al fine di evitare che il rimborso delle spese sostenute dal dipendente nell’esclusivo interesse del datore di lavoro concorra alla determinazione del reddito di lavoro dipendente, è indispensabile accertare che i costi sostenuti dal lavoratore siano individuati sulla base di elementi oggettivi, documentalmente accertabili.

Pertanto, conclude l’Agenzia, la parte di costo relativo al servizio di telefonia e al traffico dati che il datore di lavoro rimborsa al dipendente sulla base di un criterio forfetario, non supportato da elementi e parametri oggettivi (es. numero e/o durata delle telefonate, ecc.), nel silenzio del legislatore al riguardo, non può essere escluso dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente.

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