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L’anticipazione TFR per colf e badanti

A dicembre, circa la metà dei collaborati familiari chiede di ricevere un’anticipazione del TFR maturato nell’anno.

Sono molti i lavoratori domestici che nel mese di dicembre ricevono, oltre alla 13ma, un’anticipazione TFR. Secondo le associazioni di categoria, circa un collaboratore domestico su due.

Il trattamento di fine rapporto, di norma, viene liquidato al termine del rapporto di lavoro. Nel lavoro domestico, tuttavia, il CCNL prevede esplicitamente la possibilità di liquidare, annualmente, il 70% del TFR maturato nell’anno stesso.

art. 40, comma 2, CCNL lavoro domestico:

I datori di lavoro anticiperanno, a richiesta del lavoratore e per non più di una volta all’anno, il TFR nella misura massima del 70% di quanto maturato.

Resta inteso che, con il consenso del datore di lavoro, è possibile liquidare anche quote maggiori.

Quanto previsto per i lavoratori domestici rappresenta un’eccezione. Infatti,  secondo le regole generali (art. 2120 c.c. ) – fatte salve condizioni di miglior favore previste dalla contrattazione collettiva o da patti individualiun lavoratore subordinato può chiedere un’anticipazione TFR solo dopo otto anni di servizio e in presenza di ragioni specifiche.

La liquidazione annuale della quota di TFR maturata presenta indubbi vantaggi anche per il datore di lavoro. Così facendo, infatti, le famiglie evitano ingenti esborsi di denaro al termine del rapporto di lavoro.

Modalità di calcolo e obblighi dichiarativi

Ogni anno, colf e badanti, maturano una quota TFR pari alla retribuzione annua percepita, comprensiva del valore convenzionale di vitto e alloggio ove previsto, diviso il coefficiente fisso 13,5.

Le quote accantonate, esclusa quella dell’anno di riferimento, sono rivalutate su base annua dell’1,5% e del 75% dell’aumento del costo della vita così come rilevato dall’ISTAT.

E’ opportuno che il lavoratore domestico formalizzi per iscritto la propria richiesta di anticipazione TFR. Allo stesso modo, è consigliabile che il datore di lavoro predisponga un prospetto paga in duplice copia da far firmare alle parti.

Poiché il datore di lavoro domestico non è un sostituto d’imposta, nessuna ritenuta fiscale deve essere effettuata all’atto della liquidazione. Il datore di lavoro dovrà indicare l’anticipazione TFR e le retribuzioni liquidate nella dichiarazione sostitutiva annuale da consegnare al lavoratore.

Sarà cura del lavoratore presentare la dichiarazione dei redditi e denunciare l’importo ricevuto indicandolo nel quadro RM, versando un’imposta a titolo di acconto pari al 20%. Successivamente, l’Amministrazione finanziaria riliquiderà l’imposta in base alla media dei redditi dichiarati negli ultimi anni. Il risultato finale potrà essere a debito o a credito del lavoratore.

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