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Anticipazione TFR: quando chiederla e quanto spetta

E’ possibile chiedere un’anticipazione TFR in costanza di rapporto di lavoro per sostenere spese sanitarie o per acquistare casa. Quali sono i requisiti per avanzare richiesta? Quanto è possibile chiedere?

Sempre più spesso i lavoratori chiedono un’anticipazione TFR al proprio datore di lavoro per sostenere spese impreviste. Il trattamento di fine rapporto (TFR) è una forma di retribuzione differita. Si accumula anno dopo anno ed è liquidata, di norma, al termine del rapporto di lavoro. Il legislatore, tuttavia, ha previsto la possibilità di liquidarne un’anticipazione, dettando regole e condizioni.

Una premessa è doverosa: anticipazione TFR e acconto TFR non sono espressioni equivalenti. L’anticipazione TFR è richiesta e liquidata nel corso del rapporto di lavoro. L’acconto TFR presuppone che il rapporto di lavoro sia già cessato.

Ai sensi dell’art. 2120 cc  l’anticipazione TFR può essere richiesta dal lavoratore che ha maturato almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro. L’importo richiesto non può superare il 70% del trattamento di fine rapporto maturato.

La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:

  • sostenere spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
  • acquistare la prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentandola con atto notarile;
  • sostenere spese durante i periodi di fruizione dei congedi parentali e per formazione del lavoratore (art. 5 D.Lgs. 151/2001  e art. 7 Legge 53/2000 );

L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e viene detratta, a tutti gli effetti dal trattamento di fine rapporto maturato.

Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo (ovvero coloro con almeno 8 anni di anzianità) e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti. La formulazione utilizzata dal legislatore fa sì che, affinché sussista in capo al datore di lavoro un obbligo di corresponsione dell’anticipazione, il numero dei dipendenti deve essere almeno pari a 25 (25 x 4% = 1). Questa interpretazione è stata confermata dalla Cassazione (n. 2749/06-03-1992).

Tuttavia, ed è importante sottolinearlo, i contratti collettivi o i patti individuali possono prevedere condizioni di miglior favore.

 

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