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Apprendistato professionalizzante per i beneficiari di trattamento di disoccupazione

L’assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante di lavoratori beneficiari di trattamento di disoccupazione non è soggetta ai limiti di età. Prevista un’aliquota ridotta per l’intero periodo formativo.

L’apprendistato professionalizzante per i lavoratori beneficiari di trattamento di disoccupazione è finalmente operativo. Seppur con un po’ di ritardo, l’INPS ha fornito le attese indicazioni sul regime contributivo da applicare.

Cos’è l’apprendistato professionalizzante

E’ un contratto a tempo indeterminato che può essere stipulato con giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni e che prevede un periodo formativo la cui durata non può eccedere i 36 mesi, elevabili a 60 per il settore dell’artigianato. Con l’apprendistato, il datore di lavoro assume l’impegno di formare il lavoratore. In virtù dell’onere formativo e della ridotta capacità produttiva dell’apprendista durante il periodo di formazione, il Legislatore ha previsto una serie di “agevolazioni”:

  • un’aliquota contributiva ridotta per l’intero periodo formativo e per quello immediatamente successivo;
  • possibilità di recedere al termine del periodo formativo senza fornire alcuna motivazione (c.d. licenziamento ad nutum), ma rispettando il termine di preavviso;
  • esclusione dell’apprendista dal conteggio dell’organico aziendale;
  • possibilità di sotto-inquadrare il lavoratore o liquidare una retribuzione proporzionalmente ridotta per l’intera durata del periodo formativo secondo quanto stabilito dai CCNL.

L’apprendistato per i percettori di trattamenti di disoccupazione

L’art. 47, comma 4 del d.lgs. n. 81/2015 (c.d. Jobs Act ha previsto la possibilità di assumere, senza limiti di età e con contratto di apprendistato professionalizzante, lavoratori beneficiari di trattamento di disoccupazione. L’obiettivo dichiarato è quello di qualificare o riqualificare i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro facilitandone il loro reinserimento. Pur prevedendo un regime contributivo di favore, il Legislatore non ha ritenuto opportuno estendere tutti i benefici dell’apprendistato. In particolare, al termine del periodo formativo, il datore di lavoro potrà recedere solo in presenza di una giusta causa o giustificato motivo soggettivo/oggettivo.

I chiarimenti dell’INPS

L’Istituto previdenziale, con il messaggio n. 2243 del 31 maggio scorso , ha fornito importanti chiarimenti riguardo l’esatto regime contributivo da applicare a questa particolare forma di apprendistato.

In via preliminare l’Istituto previdenziale ha specificato quali sono i trattamenti di disoccupazione che danno accesso a questa forma di apprendistato:

  1. Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI);
  2. Assicurazione Sociale per l’Impiego (Aspi e MiniASpi);
  3. indennità speciale di disoccupazione edile;
  4. indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL).

Tra i beneficiari rientrano anche quei lavoratori che, avendo inoltrato istanza per il riconoscimento del trattamento di disoccupazione, abbiano titolo alla prestazione sebbene non l’abbiano ancora percepita.

Durante il periodo formativo, se il datore di lavoro occupa più di nove dipendenti, trova applicazione l’aliquota contributiva del 17,45%, di cui il 5,84% a carico del lavoratore. Di contro, se il datore di lavoro occupa fino a nove dipendenti, l’aliquota contributiva sarà pari:

  • all’8,95% (di cui 5,84% a carico del lavoratore) nel primo anno;
  • 10,45% (di cui 5,84% a carico del lavoratore) nel secondo anno;
  • 17,45% (di cui 5,84% a carico del lavoratore) nel terzo anno e fino al termine del periodo formativo.

Come precisato dall’INPS, a queste aliquote, laddove sussistano i requisiti, occorre aggiungere quella destinata al finanziamento della CIGO/GIGS o dei fondi di solidarietà o di integrazione salariale (FIS).

Diversamente da quanto accade nei contratti di apprendistato tradizionali, nel primo anno successivo a quello formativo, non è previsto un regime contributivo agevolato. Tanto il datore di lavoro, quanto il lavoratore, pagheranno l’aliquota contributiva piena.

L’accesso a questa forma di apprendistato è subordinata alla presentazione di un’apposita dichiarazione di responsabilità tramite gli strumenti telematici messi a disposizione dell’INPS per aziende ed intermediari.

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