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Apprendistato senza limiti di età per favorire il reimpiego dei disoccupati

I lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione possono essere assunti con un contratto di apprendistato professionalizzante senza limiti di età.

La previsione è contenuta nell’art. 47, comma 4 del d.lgs. n. 81/2015 . L’intento è favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di coloro che, per ragioni di età, avrebbero difficoltà a trovare un nuovo impiego. Per tale motivo, costoro, possono essere assunti con un contratto di apprendistato professionalizzante anche se hanno superato i 29 anni di età.

Stante l’abrogazione delle liste di mobilità e il conseguente ridursi di soggetti che beneficiano della relativa indennità, la fattispecie in oggetto risulta particolarmente interessante per coloro che percepiscono un trattamento di disoccupazione. Il riferimento è ad una delle seguenti misure a sostegno del reddito:

  • nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI);
  • assicurazione sociale per l’impiego (Aspi e MiniASpI);
  • indennità speciale di disoccupazione edile;
  • indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (Dis-Coll).

Come chiarito dall’INPS con la circolare n. 108/2018 .

l’assunzione deve ritenersi riferita a lavoratori beneficiari di un trattamento di disoccupazione e non anche ai soggetti che, avendo inoltrato istanza per il riconoscimento del trattamento medesimo, abbiano titolo alla prestazione ancorché non l’abbiano ancora percepita.

Per l’intera durata del periodo formativo (3 anni o 5 anni per il settore dell’artigianato edile e non edile) l’aliquota a carico del datore di lavoro è pari all’11,61%. Quella dell’apprendista è 5,84%. Il totale è 17,45%.

Per l’apprendistato senza limiti di età non è prevista la riduzione dell’aliquota contributiva se il datore di lavoro ha un numero di addetti non superiore a nove unità .

Inoltre, è esclusa la conservazione dei benefici contributivi in capo al datore di lavoro e al lavoratore per un anno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro in caso di mantenimento in servizio dell’apprendista al termine del periodo formativo.

Se il datore di lavoro rientra nel campo di applicazione dell’integrazione salariale o dei fondi di solidarietà, le aliquote indicate devono essere incrementate della relativa contribuzione di finanziamento.

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