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Busta paga: addio all’uso del contante

La Camera ha approvato un disegno di legge che vieta l’uso del contante per pagare la busta paga.

Stop all’uso del contante per pagare la busta paga ai lavoratori. A stabilirlo è un disegno di legge approvato mercoledì scorso alla Camera ed ora passato all’esame del Senato . Il pagamento della retribuzione potrà avvenire solo tramite bonifico, assegno o disposizione di pagamento alla banca o alle poste. L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare la deprecabile prassi di far firmare ai lavoratori prospetti paga che indicano un netto superiore rispetto a quello realmente percepito. Il tutto, spesso, dietro minaccia di licenziamento.

La novità riguarderà soprattutto i lavoratori subordinati, a prescindere dalla tipologia di contratto: le nuove regole saranno valide anche per i rapporti part-time o a tempo determinato. Tra i lavoratori interessati rientreranno anche i collaboratori coordinati e continuativi, meglio noti come co.co.co. Non dovranno attenersi alle nuove disposizioni solo i datori di lavoro domestici, per colf e badanti, e le pubbliche amministrazioni.

L’inosservanza del nuovo obbligo costerà cara: infatti, farà scattare una sanzione amministrativa compresa tra un minimo di 5 mila ad un massimo di 50 mila euro. Al riguardo, sarà assolutamente irrilevante che il lavoratore abbia firmato, per quietanza, la busta paga.

Le nuovo norme non saranno immediatamente operative, ma entreranno in vigore dopo 180 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.

Le regole sulla tracciabilità dei pagamenti manderanno definitivamente in soffitta il termine “busta paga”. L’espressione era nata proprio per indicare il modo in cui veniva piegato il foglio del cedolino. In pratica, lo si piegava in modo opportuno fino a formare una busta al cui interno veniva inserito il denaro corrispondente all’importo dovuto.

Specie per i piccoli datori di lavoro, il ricorso al bonifico o all’assegno comporterà un piccolo aggravio in termini di costo. Molto spesso, infatti, queste operazioni comportano l’addebito di commissioni bancarie.

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