congedo matrimoniale

Come funziona il congedo matrimoniale

Il congedo matrimoniale spetta a tutti i lavoratori che contraggono matrimonio (civile o concordatorio) o che sono parte di un’unione civile.

La durata del congedo matrimoniale è pari a 15 giorni di calendario, salvo diversa disposizione degli accordi collettivi o individuali. Per gli impiegati, i quadri e i dirigenti l’indennità è sempre a carico del datore di lavoro.

Per operai e gli apprendisti, invece, occorre distinguere quelli dipendenti da imprese industriali, artigiane e cooperativie, da tutti gli altri.

Per i primi, se il rapporto di lavoro dura da almeno una settimana, è previsto un congedo retribuito della durata di otto giorni consecutivi a carico dell’INPS, ma anticipata dal datore di lavoro. La contrattazione collettiva, di norma, estende questo periodo fino a 15 giorni di calendario con indennità a carico del datore di lavoro.

Per i secondi, invece, il congedo matrimoniale resta esclusivamente a carico del datore di lavoro.

Infine, per i lavoratori domestici, è previsto un permesso di 15 giorni consecutivi totalmente a carico del datore di lavoro.

Il periodo di congedo matrimoniale non può essere frazionato, ma può essere usufruito anche qualche tempo dopo la celebrazione dello stesso. L’importante, conferma la Corte di Cassazione, è che tra la celebrazione del matrimonio e l’inizio del congedo trascorra un tempo ragionevole.

Il lavoratore deve chiedere il periodo di congedo dando, al datore di lavoro, il preavviso minimo stabilito dal CCNL. La celebrazione del matrimonio deve essere documentata, anche tramite autocertificazione.

Durante il periodo di congedo matrimoniale il lavoratore matura regolarmente anzianità aziendale, ferie, permessi, mensilità aggiuntive e TFR.

Il congedo matrimoniale non può essere goduto durante il periodo di ferie o di preavviso di licenziamento.

Site Footer