buoni pasto

Come funzionano i buoni pasto

Le nuove regole di cumulo favoriranno la diffusione dei buoni pasto elettronici che prevedono una soglia di esenzione di sette euro al giorno.

In Italia, circa 2,5 milioni di lavoratori ricevono ed utilizzano i buoni pasto. Quello dei ticket è un mercato da circa 3 miliardi di volume d’affari. Da nord a sud, ci sono circa 120mila esercizi convenzionati. Secondo il centro studi della FIPE  (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) i buoni pasto sono molto più diffusi nel privato (81%) che nel pubblico (19%). Nel nostro paese sono circa 80 mila i datori di lavoro privati e le PA che utilizzano i buoni pasto in sostituzione dei servizi di mensa. Le nuove regole in vigore dal 9 settembre  contribuiranno a diffondere ulteriormente ciò che ormai è diventato uno dei più diffusi strumenti di welfare aziendale.

Cosa sono i buoni pasto

Sono documenti di legittimazione, cartacei od elettronici, che attribuiscano al lavoratore il diritto di ottenere un servizio sostitutivo della mensa per un importo pari al valore facciale del titolo.

A chi sono destinati

Possono essere attribuiti tanto ai lavoratori subordinati, pubblici e privati, quanto ai collaboratori senza vincolo di subordinazione. Anche i lavoratori part-time possono ricevere i buoni pasto. Al riguardo, non rileva che l’orario di lavoro non preveda una pausa pranzo.

Trattamento fiscale e contributivo

Per i buoni pasto cartacei è prevista una soglia di non imponibilità fiscale e contributiva di 5,29 euro al giorno. Per quelli elettronici, la soglia di esenzione è più alta: 7 euro al giorno. Considerata la maggiore convenienza, è ragionevole ipotizzare che i ticket elettronici sostituiranno quelli cartacei fino a farli scomparire del tutto. Attenzione: pur nel silenzio della norma, la circolare del Ministero delle finanze n. 326/E/1997 ha chiarito che il trattamento fiscale e contributivo di favore è previsto solo se i buoni pasto sono attribuiti alla generalità dei lavoratori oppure a categorie omogenee di essi.

Cumulabilità

Da sabato 9 settembre sarà possibile utilizzare fino ad otto buoni pasto contemporaneamente. In pratica, viene reso legittimo un comportamento già ampiamente diffuso nella prassi (specie con i buoni cartacei).

Dove utilizzarli

In qualunque esercizio legittimato alla somministrazione di alimenti e bevande o alla vendita al dettaglio di generi alimentari (supermercati) sia in sede fissa che su area pubblica. Inoltre, sarà possibile utilizzarli anche presso gli agriturismi e gli ittiturismi (agriturismi del pesce). Rispetto al passato viene meno un ulteriore vincolo: quello di utilizzare il buono pasto esclusivamente durante la giornata lavorativa, anche se domenicale o festiva. Questa esclusione, quindi, rende possibile utilizzare il ticket in qualsiasi giorno dell’anno, anche a distanza di mesi dal ricevimento.

Cosa non è cambiato

I buoni pasto non sono cedibili e monetizzabili. Possono essere utilizzati solo per il loro valore facciale: non è possibile ottenere il resto, ma è possibile integrare in contanti il valore del buono. Al lavoratore spetta un buono per ogni giornata lavorata, sempre che non abbia già usufruito del servizio di mensa.

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