Clausole elastiche, contratto a termine

Il decreto “dignità” è legge: ecco le nuove regole del contratto a termine

La durata massima del contratto a termine è 24 mesi. Dopo i primi 12 mesi occorre la causale. Possibili 4 proroghe. Rinnovi più costosi. Periodo transitorio fino al 31 ottobre. Proroga del bonus giovani under 35 fino al 2020.

Il decreto “dignità” è stato convertito in legge. Riepiloghiamo le principali novità introdotte, incluse quelle apportate in fase di conversione. E’ appena il caso di ricordare che la legge di conversione entrerà in vigore il giorno successivo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Tempo determinato

Il contratto a tempo determinato non può eccedere i 24 mesi. Il primo contratto, se di durata non superiore a 12 mesi, può essere acausale. Le motivazioni che giustificano l’apposizione del termine sono tre:

  1. esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria;
  2. necessità temporanee ed oggettive, estranee all’attività ordinaria;
  3. esigenze sostitutive di altri lavoratori.

Per ogni rinnovo occorre sempre indicare la causale. In caso di proroga, invece, la causale è necessaria solo se si superano i 12 mesi di durata. Il numero delle proroghe passa da cinque a quattro.  Il numero di contratti a termine diretti ed indiretti (quelli in somministrazione) non può eccedere il 30% dei lavoratori a tempo indeterminato.

Per ogni rinnovo è previsto un contributo aggiuntivo dello 0,5% che va a sommarsi all’1,40% già previsto dalla legge Fornero. I datori di lavoro domestici sono esclusi dall’aggravio contributivo.

Previsto un regime transitorio fino al 31 ottobre. Per i contratti a tempo determinato già in corso al 14 luglio (data di entrata in vigore del decreto) e per le proroghe ed i rinnovi effettuati entro il 31 ottobre, trova applicazione la previgente disciplina, fatta eccezione per l’incremento dello 0,5%.

I nuovi limiti non riguardano i lavoratori stagionali.

Il termine per impugnare un contratto a termine passa da 120 a 180 giorni.

Somministrazione

Le nuove regole sul contratto a termine valgono anche per la somministrazione, escluso quelle relative al numero complessivo di rapporti a tempo determinato e ai diritti di precedenza. In sede di conversione è stata aggiunta un’ulteriore esclusione: la disciplina sullo “stop & go”. La legge di conversione specifica che le causali vanno riferite all’utilizzatore.

Reintrodotto il reato di somministrazione fraudolenta che si realizza quando la somministrazione è posta in essere per eludere norme di legge o di contratto collettivo inderogabili.

Bonus giovani

Proroga fino a tutto il 2020 per le assunzioni di giovani under 35. L’incentivo, introdotto dalla legge di stabilità 2018, ha carattere strutturale . La legge di conversione, di fatto, rinvia al 2021 l’abbassamento del requisito anagrafico dei lavoratori (da 35 a 30 anni).

Indennità per licenziamento illegittimo

Per i lavoratori a “tutele crescenti” (quelli assunti dopo il 07/03/15), in caso di licenziamento privo di giusta causa o giustificato motivo oggettivo o soggettivo l’indennità minima che il datore di lavoro dovrà pagare al lavoratore passa da 4 a 6 mensilità. Quella massima, invece, aumenta da 24 a 36 mesi. Per i datori di lavoro che occupano meno di 15 unità, fermo restando il tetto massimo di 6 mensilità, l’indennità minima è ora pari a 3 mensilità.

L’incremento è previsto anche in caso di offerta di conciliazione, a seguito di licenziamento, da parte del datore di lavoro (art. 6, comma 1, d.lgs. n. 23/2015 ). In questo caso l’indennità minima passa da 2 a 3 mensilità; quella massima da 18 a 27 mensilità.

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