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Dimissioni online, una corsa ad ostacoli

Mancano pochi giorni al debutto delle dimissioni online, ma tante sono le incongruenze che alimentano i dubbi e le perplessità dei Consulenti del Lavoro. A partire dal 12 marzo, al lavoratore che volesse dimettersi non sarà sufficiente darne comunicazione al datore di lavoro, ma dovrà seguire una rigida procedura telematica, pena l’inefficacia delle dimissioni stesse.

Con l’intento di contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, i tecnici del governo hanno messo a punto un percorso che rischia di confondere e disorientare i lavoratori, i datori di lavoro e i loro intermediari. Una recente indagine condotta dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro attraverso i propri iscritti ha evidenziato, tra l’altro, come la pratica delle dimissioni in bianco sia assolutamente marginale.

Nell’ottica di una proficua collaborazione, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro ha ritenuto opportuno inviare una lettera al Ministro Poletti per sottolineare le principali problematiche connesse alla nuova procedura delle dimissioni online .

Cosa accade se il lavoratore abbandona il posto di lavoro senza formalizzare le dimissioni con la nuova procedura? Un fenomeno, quello dell’abbandono del posto di lavoro, che è stimato in quasi 7.000 casi all’anno. Il datore di lavoro potrebbe licenziare il lavoratore per assenza ingiustificata, ma nel farlo pagherebbe il tichet licenziamento (circa 1.500 euro per un’anzianità triennale). Inoltre, trasformando le dimissioni in licenziamento, il lavoratore, in presenza degli altri requisiti, avrebbe diritto anche all’indennità di disoccupazione NASPI.

E se il lavoratore, entro sette giorni dal completamento della procedura di dimissioni online, decidesse di esercitare il diritto di revoca, ma – nel mentre – il datore di lavoro ha già provveduto a sostituirlo con un altro? Interrompere il nuovo rapporto di lavoro con un licenziamento per giustificato motivo oggettivo esporrebbe il datore di lavoro ad una inevitabile azione legale da parte del neo assunto.

A partire da quale data decorre il preavviso? Dalla data di comunicazione informale al datore di lavoro o dal giorno in cui il lavoratore completa le dimissioni online? Quest’ultima sembra quella da privilegiare, ma così facendo la durata del preavviso verrebbe, di fatto, allungata.

Per concludere, perché i 28 mila iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro sono stati esclusi tra i soggetti abilitati ad operare per conto del lavoratore?

Il Prof. Flippo Taddei, responsabile economia e lavoro del Partito Democratico, ha fatto sapere che nei prossimi giorni si impegnerà per studiare le criticità e risolvere i problemi legati alla procedura .

Update: con la circolare n. 12 del 4 marzo il Ministero del Lavoro , pur non risolvendo le tante incongruenze sollevate, ha ripercorso finalità, ambito di applicazione e modalità di compilazione e trasmissione del modulo.

Per approfondire gli aspetti pratici della nuova procedura per le dimissioni online è possibile leggere questo articolo .

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