esonero contributivo

Esonero contributivo, ulteriori chiarimenti

Non è possibile usufruire dell’esonero contributivo in caso di riqualificazione del rapporto di lavoro a seguito di accertamento ispettivo. Semaforo verde, invece, nel caso in cui l’assunzione riguardi un lavoratore percettore di trattamento pensionistico. Sono questi i principali chiarimenti pervenuti dal dicastero di Via Veneto in materia di accesso all’esonero contributivo triennale previsto dall’art.1, comma 118 e seguenti, della Legge n.190/2014.

Se, a seguito di accertamento ispettivo, il rapporto di lavoro autonomo, con o senza partita IVA, e quello parasubordinato vengano riqualificati come rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha escluso la possibilità di usufruire, in relazione a tali lavoratori, dello sgravio contributivo ex art. 1, comma 118 e ss., della L.190/2014 . L’esclusione va ricercata nella ratio della norma: il Legislatore ha voluto incoraggiare forme spontanee e stabili di occupazione.

Nelle ipotesi di riqualificazione a seguito di accertamento ispettivo, il rapporto è evidentemente “trasformato”, sin dal suo inizio (ovvero a far data dal momento in cui si verificano i requisiti della etero-direzione), in un rapporto di lavoro subordinato. Inoltre, l’esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato non può essere riconosciuto, pur in presenza delle condizioni previste, laddove non vengano rispettati gli obblighi previsti dalle leggi in materia di lavoro e di legislazione sociale. Sotto altro profilo va evidenziato che l’intento del Legislatore è  sollecitare l’assunzione “spontanea” di personale, anche precedentemente impiegato con contratti di natura autonoma, il che certamente non avviene nel caso in esame. Diversamente, la concessione dell’esonero contributivo assumerebbe una natura premiale nei confronti di chi nulla ha fatto per contribuire ad una maggiore e stabile occupazione ma, viceversa, ha violato diverse disposizioni di legge.

Nessuno ostacolo alla fruizione dell’esonero contributivo se l’assunzione riguarda un pensionato. Il Ministero del Lavoro chiarisce  che il dettato normativo non circoscrive la platea dei lavoratori per i quali è possibile godere dell’esonero contributivo a coloro che non percepiscono un trattamento pensionistico. Per tale motivo, in assenza di una preclusione espressa da parte del Legislatore, è possibile usufruire dell’esonero contributivo anche se il lavoratore risulta titolare di un trattamento pensionistico.

Anche se riferite all’esonero contributivo 2015, queste indicazioni sono utili anche per la fruizione dell’esonero contributivo parziale previsto per il 2016. L’INPS, con un apposito messaggio , ha già provveduto a recepire le indicazioni ministeriali.

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