esonero contributivo 2016; riposo non retribuito, cigo, sgravio contributivo, cassa edile, permesso di soggiorno

Esonero contributivo 2016 ai nastri di partenza

Esonero contributivo light per il 2016. Come ampiamente anticipato, la legge di stabilità (art. 1, commi 178-181 legge 28/12/2015, n. 208 ) riduce tanto la misura, quanto la durata dell’agevolazione. A beneficiarne saranno i datori di lavoro privati che, nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre, assumeranno a tempo indeterminato lavoratori privi di un contratto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti. La decontribuzione spetterà per due anni in misura pari al 40% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino ad un massimo di € 3.250,00 all’anno. È appena il caso di ricordare che nel 2015 appena trascorso la decontribuzione spettava per tre anni e raggiungeva il 100% dei contributi datoriali, fino ad massimo di € 8060,00 all’anno.

Anche nel 2016 resteranno esclusi dall’esonero contributivo i premi INAIL, le quote di competenza del fondo tesoreria INPS e del fondo di solidarietà integrativo. Il riferimento ai datori di lavoro privati esclude dall’esonero contributivo le pubbliche amministrazioni, ma include i professionisti, gli studi professionali e le associazioni culturali, politiche, sindacali, ecc.. Regole specifiche sono previste per i datori di lavoro agricoli.

L’assunzione potrà riguardare un dirigente, potrà avvenire anche a tempo parziale ovvero in attuazione di un vincolo associativo nell’ambito di una cooperativa di lavoro. L’esonero contributivo spetterà anche per le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione da parte di un’agenzia per il lavoro. Non daranno diritto all’esonero contributivo le assunzioni con contratto di apprendistato, con contratto a termine e con contratto intermittente (anche a tempo indeterminato). Esclusi anche i datori di lavoro domestici.

Per poter usufruire dell’esonero contributivo sarà necessario: essere in possesso della regolarità contributiva; rispettare la parte economica e normativa dei CCNL nazionali (ovvero regionali o aziendali laddove esistenti) stipulati dall OO.SS. comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale; non violare il diritto di precedenza di un altro lavoratore; non avere in corso sospensioni per crisi o riorganizzazione, salvo che l’assunzione non riguardi lavoratori inquadrati ad un diverso livello o da impiegare in altre unità produttive; rispettare la normativa in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.

In nessun caso darà diritto all’esonero contributivo l’assunzione di un lavoratore da parte di un datore di lavoro che, per lo stesso lavoratore, ha già usufruito dell’esonero contributivo 2015 o 2016. Allo stesso modo, non sarà possibile usufruire dell’esonero contributivo se, nel trimestre ottobre/dicembre 2015, il lavoratore è stato titolare di un rapporto a tempo indeterminato con lo stesso datore di lavoro o con datori di lavoro da esso controllati o ad esso collegati.

Soddisfando gli ulteriori requisiti richiesti dalle normative di riferimento, l’esonero contributivo sarà cumulabile con l’incentivo “Garanzia Giovani”, con il 20% dell’indennità NASPI e con il 50% dell’indennità di mobilità.

Un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dovrebbe estendere l’esonero contributivo anche al 2017, ma solo per le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. L’estensione è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea.

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