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Ferie da smaltire entro fine anno: le cose da sapere

Entro la fine dell’anno il lavoratore deve aver usufruito di almeno due settimane di ferie. Altre due settimane devono essere godute entro giugno 2019. Attenzione ai residui elevati.

Il diritto alle ferie è irrinunciabile, indisponibile e costituzionalmente tutelato (art. 36 ). La ratio è quella di consentire al lavoratore di recuperare le energie psicofisiche spese durante l’anno di lavoro. La durata del periodo di ferie è stabilita dai contratti collettivi. In ogni caso, non può essere inferiore a quattro settimane. Di queste, due devono essere godute nell’anno di maturazione. Su richiesta del lavoratore e compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro, possono essere anche continuative. Le altre due settimane devono essere godute entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione. Ad esempio: delle quattro settimane minime relative al 2017, due devono essere godute entro l’anno; le altre due entro giugno 2019.

Va da sé che se il rapporto di lavoro inizia o termina nel corso dell’anno, si avranno diritto a tanti dodicesimi di ferie quanti sono i mesi di servizio. Di norma, le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni sono considerate mese intero. Alcune tipologie di assenze non incidono sulla maturazione: è il caso della malattia, della gravidanza, dell’infortunio sul lavoro, del congedo matrimoniale e dei permessi retribuiti.

Il periodo minimo di ferie (4 settimane) non può essere monetizzato, salvo non intervenga l’interruzione del rapporto di lavoro. L’indennità sostitutiva può essere liquidata solo con riferimento all’ulteriore periodo di ferie previsto dal CCNL eccedente le quattro settimane.

Spetta al datore di lavoro stabilire il periodo dell’anno durante il quale il lavoratore può assentarsi per ferie. Nel farlo, deve tener conto anche degli interessi del prestatore di lavoro, oltre che delle esigenze aziendali.

Il mancato godimento delle quattro settimane minime di ferie è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria che parte da 100 euro e può arrivare fino a 4.500 euro. Se i residui accumulati sono elevati, il datore di lavoro può imporre al lavoratore un periodo di riposo forzato.

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