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Ferie maturate e non godute, c’è tempo fino a dicembre

Con l’approssimarsi della fine dell’anno, i datori di lavoro sono chiamati a verificare che il personale dipendente abbia goduto almeno due settimane di ferie maturate nell’anno di riferimento. Il nostro ordinamento giuridico (art. 36 della Costituzione  e il D.Lgs. n. 66/2003 ) attribuisce alle ferie la natura di diritto irrinunciabile, la cui durata è stabilita dai contratti collettivi. In ogni caso, la durata minima non può essere inferiore a 4 settimane annuali (cd “periodo minimo legale”), ferma restando la facoltà per i contratti collettivi di prevedere durate maggiori. Il periodo minimo legale (ovvero le 4 settimane di ferie) non può essere monetizzato, se non in caso di interruzione del rapporto di lavoro. Diversamente, può essere indennizzato l’eventuale ulteriore periodo di ferie previsto dalla contrattazione collettiva. Con riferimento al periodo minimo di quattro settimane di ferie:

  • le prime due settimane vanno fruite nell’anno di maturazione, anche in modo ininterrotto su richiesta del lavoratore, ma contemperando le esigenze aziendali. Qualora il lavoratore non abbia beneficiato del suddetto periodo di ferie nel corso dell’anno, il datore di lavoro diventa passibile di sanzione;
  • le ulteriori due settimane devono essere fruite in modo ininterrotto o frazionato entro e non oltre 18 mesi dalla fine dell’anno di maturazione. Se non viene rispettato il predetto termine, il datore di lavoro diventa passibile di sanzione;

A titolo di esempio e con riferimento al 2015:

  • due settimane vanno fruite entro dicembre 2015;
  • due settimane vanno fruite entro giugno 2017;
  • gli ulteriori giorni di ferie previsti dalla contrattazione collettiva possono essere monetizzati.

In ogni caso, le ferie maturate in un anno e non godute entro 18 mesi dall’anno di maturazione devono essere assoggettate a contribuzione previdenziale. Il prelievo contributivo verrà “recuperato” nel mese in cui il lavoratore usufruirà delle ferie arretrate e già assoggettate a contribuzione.

Il datore di lavoro che non concede ai propri dipendenti le ferie spettanti, sarà sanzionato in base a quanto previsto dall’articolo 18-bis del D.Lgs. n. 66/2003. Il meccanismo sanzionatorio è articolato nel seguente modo:

  • sanzione base: da 100 a 600 euro;
  • violazione riferita a più di 5 lavoratori (quindi almeno 6) ovvero si è verificata in almeno due anni: da 400 a 1.500 euro;
  • violazione riferita a più di 10 lavoratori ovvero si è verificata in almeno quattro anni: da 800 a 4.500 euro.

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