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Lavoro e previdenza: le principali novità del 2017

Dal collocamento obbligatorio, alla detassazione passando per gli incentivi connessi all’alternanza scuola-lavoro. In soffitta la disoccupazione edile e l’indennità di mobilità. Ecco le principali novità del 2017.

Collocamento obbligatorio

Dal I gennaio 2017 i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti devono procedere all’assunzione del disabile entro 60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo. Rispetto alla disciplina previgente, viene meno il regime della gradualità. L’art. 3, comma 2 della Legge n. 68/1999  consentiva di rinviare l’assunzione del disabile al momento in cui veniva effettuata un’ulteriore assunzione.

A titolo di esempio, se un’azienda occupava 15 dipendenti ed assumeva il 16mo dipendente, il termine di 60 giorni decorreva trascorsi 12 mesi dalla 16ma assunzione.

Sempre in tema di collocamento obbligatorio, vale la pena ricordare che il decreto correttivo del Jobs Act, dall’8 ottobre scorso, ha introdotto tre importanti novità :

  • inasprimento della sanzione amministrativa: € 153,20 per ogni giorno di ritardo (in precedenza € 62,77);
  • introduzione dell’istituto della diffida obbligatoria ottemperando alla quale il datore di lavoro inadempiente beneficerà di una sanzione pari a 38,30 euro al giorno (1/4 di € 153,20);
  • possibilità di computare nella quota di riserva i lavoratori già disabili al momento dell’assunzione se con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60% (in precedenza erano computabili solo quelli con riduzione superiore al 60%).

Disoccupazione edile e mobilità vanno in archivio

Da I gennaio 2017 la NASPI è divenuta un trattamento di sostegno del reddito universale. Di conseguenza, vanno in soffitta due storici ammortizzatori sociali previsti dal nostro ordinamento: l’indennità di mobilità ed il trattamento di disoccupazione speciale per l’edilizia . Entrambi, saranno sostituiti dalla NASPI.

Con l’uscita di scena dell’indennità di mobilità verrà meno sia il contributo di finanziamento mensile a carico del datore di lavoro (0,30% della retribuzione imponibile), che il contributo di ingresso alla mobilità. Quest’ultimo, sarà sostituito dal ticket licenziamento che, per il 2017, dovrebbe attestarsi sotto i 1.500 euro e, dunque, su un importo inferiore rispetto al contributo di ingresso alla mobilità. Di contro, spariranno gli incentivi collegati all’assunzione di coloro che percepiscono l’indennità di mobilità (con esclusione delle agevolazioni in corso).

Anche le aziende edili beneficeranno di una riduzione del cuneo contributivo. Infatti, da gennaio 2017, non sarà dovuto il contributo destinato al finanziamento della disoccupazione speciale edile (0,80%).

Alternanza scuola-lavoro: bonus per chi assume

L’incentivo riguarda le assunzioni a tempo indeterminato o in apprendistato effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018. L’assunzione deve interessare i giovani che, presso lo stesso datore di lavoro, hanno svolto almeno il 30% delle ore di alternanza scuola-lavoro ovvero un periodo di apprendistato di I livello (per la qualifica e il diploma professionale). L’assunzione deve avvenire entro sei mesi dal conseguimento del titolo di studio.

L’esonero contributivo dura tre anni e ha una soglia massima di 3.250 euro all’anno. Il bonus riguarda esclusivamente i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL. La gestione del bonus è affidata all’INPS, ma le risorse stanziate sono limitate. Maggiori info sono disponibili qui .

Detassazione più ampia

Si amplia la platea dei soggetti che potranno beneficiare della detassazione al 10%. Il requisito reddituale necessario per godere del regime agevolato passa da 50mila a 80mila. L’importo massimo detassabile sale a 3mila euro, 4mila in caso di partecipazione paritetica dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro (rispetto ai 2mila e 2500 euro del 2016). Se il lavoratore decide di convertire il bonus in contributi al fondo pensionistico, il beneficio della non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente si estenderà anche all’eventuale eccedenza rispetto ai limiti di esenzione fiscali previsti dalla normativa vigente. Lo stesso varrà per i contributi alle casse di assistenza sanitaria. Novità anche per i lavoratori che sostituiranno i premi di risultato con autoveicoli concessi in uso promiscuo o con fabbricati concessi il locazione, in uso o comodato: non saranno soggetti all’imposta sostitutiva del 10%. Per tutto il resto, l’impianto normativo resterà identico a quello del 2016 .

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