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Può essere lecito il licenziamento comunicato tramite mail

Lecito il licenziamento comunicato tramite mail se il datore di lavoro dimostra che il dipendente ha ricevuto la comunicazione.

E’ questa la conclusione cui giunge la Corte di Cassazione con la sentenza 29753/2017 . Il licenziamento è un atto unilaterale ricettizio che produce effetti nel momento in cui giunge a conoscenza dell’altra parte. Per la sua validità è richiesta la forma scritta. Nel caso di specie, il datore di lavoro aveva inviato l’atto di licenziamento allegandolo ad un messaggio di posta elettronica non certificata. Secondo i giudici di legittimità:

il requisito della comunicazione per iscritto del licenziamento deve ritenersi assolto, in assenza della previsione di modalità specifiche, con qualunque modalità che comporti la trasmissione al destinatario del documento scritto nella sua materialità.

La prova dell’avvenuto ricevimento del messaggio andava ricercata nel comportamento successivo del lavoratore. Egli, infatti, sempre tramite mail, aveva avvisato tutti i suoi colleghi che non avrebbe più lavorato per quell’azienda.

Sul punto si segnala anche l’ordinanza del tribunale di Catania del 27 giugno 2017 . In quell’occasione, i giudici hanno ritenuto legittimo, sia sotto il profilo della forma scritta che della validità della comunicazione, il recesso comunicato tramite un messaggio whatsapp.

In definitiva, il datore di lavoro che intende comunicare il licenziamento può ricorrere a diversi mezzi di comunicazione. L’importante è che riesca a provare in modo inequivocabile che la trasmissione è stata reale ed effettiva.

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