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Licenziamento disciplinare subito dopo le giustificazioni

In caso di licenziamento disciplinare, dopo le giustificazioni del dipendente, è possibile licenziare senza attendere il decorso dei 5 giorni.

A ribadirlo è la Corte di Cassazione che, aderendo al consolidato indirizzo delle Sezione Unite in materia, ha confermato che, nell’ambito di un provvedimento disciplinare, se il lavoratore si giustifica prima che scadano i cinque giorni previsti dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori , il datore di lavoro è autorizzato a recedere dal rapporto di lavoro anche senza attendere il decorso dei suddetti cinque giorni.

L’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori prescrive che il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore, escluso il richiamo verbale, se – preventivamente – non gli ha contestato l’addebito e non gli ha permesso l’esercizio del diritto di difesa. La contestazione dell’addebito deve avvenire per iscritto e deve soddisfare i requisiti dell’immediatezza, della specificità e dell’immodificabilità. Prima di adottare un provvedimento sanzionatorio più grave del rimprovero verbale, tra cui certamente rientra il licenziamento disciplinare, il datore di lavoro è tenuto ad attendere cinque giorni dalla contestazione del fatto. Pertanto, il lavoratore ha cinque giorni di tempo dalla ricezione della lettera di contestazione disciplinare per comunicare al datore di lavoro le sue eventuali giustificazioni ed, eventualmente, chiedere di essere ascoltato. Il datore di lavoro è tenuto a sentire oralmente il lavoratore solo nel caso in cui sia quest’ultimo a richiederlo. La ratio è quella di consentire al lavoratore di esercitare compiutamente il diritto di difesa.

È in questo contesto che si inserisce la sentenza della Cassazione n. 8180 del 22/04/2016: se il lavoratore ha presentato le sue giustificazioni – ed il dipendente non si è riservato di produrre documentazione o integrazioni, né abbia chiesto di essere ascoltato – il datore di lavoro può disporre il licenziamento disciplinare senza attendere la scadenza dei 5 giorni previsti dall’art. 7 Statuto dei lavoratori.
Altra questione è quella relativa al termine massimo, spesso previsto dalla contrattazione collettiva, entro il quale il datore di lavoro è obbligato ad effettuare il licenziamento disciplinare. In base alle previsioni dei singoli contratti collettivi, infatti, tale termine può decorrere dalla scadenza dei cinque giorni, anche se il lavoratore si è giustificato in anticipo.

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