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Le novità del “decreto dignità”

Giro di vite sui contratti a termine e somministrazione. Nessuna misura per incentivare il lavoro stabile o ridurre il costo del lavoro. Il testo completo del “decreto dignità”

Lunedì sera il governo ha approvato il c.d. “decreto dignità“, il primo provvedimento in materia di lavoro del governo gialloverde. Un provvedimento fortemente voluto dal neo ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio.

Le principali aree di intervento sono tre: contratti a termine, l’indennizzo in caso di licenziamento illegittimo e la somministrazione. Il testo completo del decreto è disponibile qui .

Contratto a termine

Il decreto ridurrà la durata massima dei contratti a termine, portandola dagli attuali 36 mesi ad un massimo di 24. Il primo contratto a termine, se di durata inferiore a 12 mesi, potrà essere acausale. In caso contrario, dovrà essere giustificato da:

  • esigenze temporanee ed oggettive estranee all’ordinaria attività;
  • sostituzione di altri lavoratori;
  • incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.

In caso di rinnovo, la causale sarà sempre richiesta. La proroga richiederà la causale solo se si superano i 12 mesi. Il numero massimo di proroghe passerà da 5 a 4.

Il costo contributivo –  già oggi maggiorato dell’1,4% –  aumenterà di 0,5 punti percentuali per ciascun rinnovo.

Le nuove disposizioni si applicheranno ai contratti a termine stipulati dopo l’entrata in vigore del decreto, nonchè ai rinnovi e alle proroghe per i contratti già in essere.

Costo del licenziamento

Il decreto aumenterà del 50% l’indennizzo previsto in caso di licenziamento illegittimo. Attualmente l’indennità massima è pari a 24 mensilità. Con l’entrata in vigore del decreto potrà raggiungere le 36 mensilità. Quella minima, invece, salirà da 4 a 6 mensilità.

Somministrazione

Le nuove regole sui rapporti a termine riguarderanno anche le agenzie interinali. Per tale motivo, la durata massima del contratto a termine tra somministratore e lavoratore non potrà eccedere i 36 mesi. Occorrerà la causale quando la durata supererà i 12 mesi mesi e le proroghe non potranno essere superiori a 4.

Ulteriori approfondimenti saranno pubblicati appena il testo definitivo del decreto verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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