autoliquidazione, prospetto paga, contributo addizionale, imposta di bollo

La consegna del prospetto paga è un obbligo

Il datore di lavoro, all’atto della corresponsione della retribuzione, è tenuto a consegnare al lavoratore dipendente un prospetto paga. In alternativa, PEC, mail o download tramite area riservata.

Tra i vari obblighi posti in capo al datore di lavoro, uno dei più importanti, è la consegna del prospetto paga al lavoratore. A stabilirlo è la legge n. 4 del 1953 . In particolare:

art. 1:

E’ fatto obbligo ai datori di lavoro di consegnare, all’atto della corresponsione della retribuzione, ai lavoratori dipendenti, con esclusione dei dirigenti, un prospetto di paga in cui devono essere indicati il nome, cognome e qualifica professionale del lavoratore, il periodo cui la retribuzione si riferisce, gli assegni familiari e tutti gli altri elementi che, comunque, compongono detta retribuzione, nonche’, distintamente, le singole trattenute. Tale prospetto paga deve portare la firma, sigla o timbro del datore di lavoro o di chi ne fa le veci.

art. 2:

Le singole annotazioni sul prospetto di paga debbono corrispondere esattamente alle registrazioni eseguite sui libri di paga, o registri equipollenti, per lo stesso periodo di tempo.

art. 3:

Il prospetto di paga deve essere consegnato al lavoratore nel momento stesso in cui gli viene consegnata la retribuzione.

Le alternative alla consegna cartacea

Rispondendo ad un interpello dell’Ordine Nazionale dei Consulenti del lavoro , il Ministero del lavoro ha chiarito che l’assolvimento dell’obbligo:

possa essere effettuato anche mediante la collocazione dei prospetti di paga su sito web dotato di un’area riservata con accesso consentito al solo lavoratore interessato, mediante utilizzabilità di una postazione internet dotata di stampante e l’assegnazione di apposita password o codice segreto personale. Nelle suddette ipotesi, per garantire la verifica immediata da parte del lavoratore o comunque gli eventuali accertamenti dell’organo di vigilanza, appare peraltro necessario che della collocazione mensile dei prospetti di paga risulti traccia nello stesso sito.

Semaforo verde anche alla trasmissione via PEC o mail non certificata. L’importante è che sia garantita al dipendente la possibilità di entrare nella disponibilità del prospetto e di poterlo materializzare. È tuttavia opportuno, da parte del datore di lavoro, adottare le opportune iniziative per comprovare l’avvenuto adempimento nei confronti di ciascun lavoratore.

Per la mancata consegna della busta paga è prevista una sanzione amministrativa così articolata:

  1. da 150 a 900 euro se la violazione interessa da 1 a 5 lavoratori o se si perpetra per un periodo fino a 6 mensilità;
  2. da 600 a 3.600 euro se riguarda più di 5 lavoratori o supera i 6 mesi;
  3. da 600 a 3.600 euro se riguarda più di 5 lavoratori o supera i 6 mesi.

Ricordiamo che la firma posta dal lavatore sul prospetto paga non dimostra il pagamento della retribuzione .

 

Site Footer