decontribuzione 2017, retribuzione

Retribuzione tracciabile: ulteriori chiarimenti

L’obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili riguarda solo le somme erogate a titolo di retribuzione. Quelle dovute a diverso titolo, ad esempio i rimborsi spese documentati, potranno continuare ad essere corrisposte in contanti.

Diverso è il caso dell’indennità di trasferta: avendo natura mista è soggetta all’obbligo della tracciabilità. Diversamente, gli ispettori, non potrebbero verificare il rispetto dei limiti di imponibilità fiscale e contributiva previsti dalla normativa vigente.

Il pagamento della retribuzione può essere effettuato in contanti, ma solo presso lo sportello bancario ove il datore di lavoro abbia aperto e risulti intestatario di un conto corrente. Infatti, in tal caso, è garantita la tracciabilità del pagamento.

Vaglia postale

Semaforo verde anche se il pagamento avviene tramite vaglia postale. L’importante è che sia  emesso con l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e della clausola di non trasferibilità. Nella causale è indispensabile riportare i dati essenziali dell’operazione: datore di lavoro che effettua il versamento e lavoratore beneficiario, data ed importo dell’operazione ed il mese di riferimento della retribuzione.

Bonifico

Se il pagamento avviene tramite bonifico, gli ispettori potranno verificare se, nel periodo di riferimento, sono stati effettuati pagamenti a favare degli IBAN indicati. Per ciascuna operazione, sarà possibile ottenere le seguenti informazioni: CRO, data regolamento, importo. La banca non può invece dare certezza circa la definitività del pagamento, stante le possibili ipotesi di richiamo del bonifico, che intervengono anche a notevole distanza di tempo.

Pagamento in contanti attraverso c/c di tesoreria con mandato di pagamento e attraverso c/c ordinario

La banca, effettuate le opportune verifiche, può segnalare se:

  • il lavoratore ha riscosso le somme, specificando data e importo erogato;
  • la retribuzione è stata messa a disposizione, ma il lavoratore non ha ancora provveduto al ritiro delle somme;
  • le somme messe a disposizione sono state restituite al datore di lavoro per superamento dei termini di giacenza (solitamente 30 o 60 giorni);

Assegno bancario o circolare

Se il pagamento avviene tramite assegno bancario o circolare gli Uffici potranno chiedere evidenza degli stessi, tratti e pagati sul conto del datore di lavoro, in un determinato periodo di tempo. In particolare è possibile ottenere: importo, codice ABI e codice CAB della banca che ha negoziato l’assegno (cioè quella presso la quale l’assegno è stato versato per l’incasso), data pagamento, eventuale esito dell’assegno. L’Istituto di credito del datore di lavoro può non conoscere il soggetto in favore del quale l’assegno è stato emesso e pagato (qualora l’assegno sia passibile di girata – importo inferiore a 1.000 euro – il beneficiario potrebbe essere diverso dal soggetto che ha incassato il titolo).

Inoltre, laddove si rendesse necessario, sulla base delle informazioni ricevute dall’Istituto di credito del datore di lavoro, in particolare grazie ai codici ABI e CAB della banca negoziatrice, il personale ispettivo potrà rivolgere a quest’ultima un’istanza per avere indicazioni sul soggetto che ha versato ed incassato l’assegno.

Fonte: nota INL n. 7369/2018 

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