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Permesso di soggiorno per motivi familiari: sufficiente la richiesta per lavorare

Un cittadino straniero può svolgere attività lavorativa subordinata o autonoma anche nelle more del rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari.

A chiarirlo è una nota congiunta del Ministero del lavoro e dell’Ispettorato nazionale del lavoro, pubblicata il 7 maggio .

Come noto, il permesso di soggiorno per motivi familiari consente al cittadino straniero di svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo sul territorio italiano fino alla scadenza dello stesso e senza la necessità di convertirlo in permesso per lavoro subordinato, fermi restando i requisiti minimi di età previsti dalla normativa nazionale.

Fino ad oggi, tuttavia, non era possibile svolgere attività lavorativa nelle more del rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari.

Questa possibilità era prevista solo in caso di rilascio o rinnovo di un permesso di soggiorno per motivo di lavoro subordinato. Infatti, l’art. 5 del TUI consente al soggetto richiedente permesso per lavoro subordinato, di svolgere temporaneamente l’attività lavorativa per la quale è stato autorizzato il suo ingresso nelle more del suo rilascio o del rinnovo sempre che:

  1. la domanda di rilascio sia stata presentata entro 8 giorni dall’ingresso sul territorio italiano, all’atto della stipula del contratto di soggiorno presso lo Sportello unico per l’immigrazione oppure, in caso di rinnovo, prima della scadenza del permesso;
  2. il richiedente sia in possesso del modulo di richiesta del permesso di soggiorno e della ricevuta rilasciata dal competente ufficio attestante la presentazione della domanda.

Tale disposizione non è espressamente prevista anche per i richiedenti permesso di soggiorno per motivi familiari.

Tuttavia, la norma in questione si presta ad un’interpretazione estensiva.

Pertanto, i soggetti richiedenti permesso di soggiorno per motivi familiari possono iniziare a svolgere attività lavorativa, nel rispetto degli obblighi e condizioni previsti dalla normativa vigente, avvalendosi ai fini della prova del regolare soggiorno sul territorio dello Stato e della possibilità di instaurare un regolare rapporto di lavoro, della semplice ricevuta postale attestante la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari.

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