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Come cambia la responsabilità solidale negli appalti

Il decreto legge n. 25/2017, in vigore dal 17 marzo scorso, cancella il beneficio della preventiva escussione in materia di responsabilità solidale negli appalti.

Quando un’impresa, detta committente, affida ad un’altra impresa, detta appaltatrice, il compito di realizzare un’opera o fornire un servizio con un contratto di appalto, la legge prevede particolari forme di tutela per i dipendenti coinvolti. In particolare, l’art. 29 del decreto legislativo n. 276/2003  prevede la c.d. responsabilità solidale, in base alla quale committente e appaltatore sono entrambi responsabili per i crediti da lavoro maturati dai dipendenti e per le obbligazioni contributive verso gli enti. Il medesimo regime trova applicazione anche nei confronti dei lavoratori autonomi.

Il decreto n. 25/2017 , in vigore dal 17 marzo scorso, non ha cancellato la responsabilità solidale, ma le modalità pratiche di applicazione di questo principio attraverso l’eliminazione del beneficio della “preventiva escussione”. Introdotto nel 2012, il beneficio della preventiva escussione consentiva ai dipendenti dell’azienda appaltatrice di intraprendere un’azione esecutiva nei confronti del committente solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore.

Oggi, alla luce delle modifiche apportate, il patrimonio del committente può essere aggredito anche prima di quello dell’appaltatore. Se ciò dovesse accadere, al committente non resta che agire nei confronti dell’appaltatore per ottenere il rimborso di quanto pagato. Perché fu introdotto il principio della preventiva escussione? Per tutelare maggiormente l’impresa committente. Spesso, infatti, l’appaltatore “ricattava” il committente, minacciandolo di smettere di pagare i propri dipendenti in caso di mancato rinnovo dell’appalto, certo che sarebbe stato il committente a pagare, mentre l’appaltatore, nel frattempo, sarebbe potuto anche fallire in modo da non dover pagare nemmeno in seguito.

Un’altra disposizione abrogata dal decreto legge n. 25/2017 è quella che consentiva ai contratti collettivi di regolare il regime di solidarietà tra committente e appaltatore in maniera diversa da quanto stabilito dalla norma di legge.

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