esonero contributivo 2016; riposo non retribuito, cigo, sgravio contributivo, cassa edile, permesso di soggiorno, sanedil

Il riposo non retribuito può costare caro al datore di lavoro

Il datore di lavoro non può unilateralmente mettere a riposo non retribuito i propri lavoratori in base all’andamento degli ordini dei clienti.

Il riposo non retribuito può costar caro quando è frutto di una scelta unilaterale del datore di lavoro. Per fronteggiare i cali di commesse e per non disperdere il patrimonio professionale a disposizione, molti datori di lavoro ricorrono al riposo forzato dei propri dipendenti.

Fino a quando questi riposi forzati sono retribuiti, nulla quaestio. Utilizzare i giorni di ferie e le ore di permesso retribuito maturati dal lavoratore non espone il datore di lavoro ad alcun rischio.

Diverso è il caso del datore di lavoro che, unilateralmente, decide di mettere a riposo non retribuito i propri dipendenti. In pratica, una sospensione forzata dalla prestazione lavorativa, anche se per pochi giorni al mese.

Questa pratica non è affatto legittima. Il datore di lavoro non può arbitrariamente decidere di lasciare a casa, senza retribuzione, i propri dipendenti. I cali di commesse rientrano nel c.d. rischio d’impresa. Quest’ultimo, ricade interamente sul datore di lavoro e mai sui lavoratori.

Il Ministero del lavoro, menzionando i principi civilistici in materia di obbligazioni contrattuali, ha precisato che:

riduzioni di orario di lavoro operate unilateralmente da parte datoriale, in assenza, dunque, di accordi collettivi che contemplino forme di orario multiperiodale o ridotto, danno luogo, di fatto, ad una fattispecie impropria di lavoro a chiamata, al di fuori dei presupposti normativi previsti, con evidenti ripercussioni negative nei confronti dei lavoratori.

Inoltre, aggiunge il Ministero:

quando il dipendente offre la propria prestazione e questa non viene accettata per ragioni imputabili all’organizzazione del datore di lavoro, quest’ultimo risulta ugualmente tenuto al pagamento della retribuzione dovuta per l’orario pattuito. Ciò in quanto al datore di lavoro non è consentito ridurre unilateralmente l’orario di lavoro e conseguentemente la retribuzione dei dipendenti.

1 commenti On Il riposo non retribuito può costare caro al datore di lavoro

Non è possibile commentare.

Site Footer