disabili diffida; disabile, collocamento mirato

Giro di vite per chi non assume lavoratori disabili

Sanzione di 153 euro al giorno per i datori di lavoro che, pur essendo obbligati, non procedono all’assunzione dei disabili.

Tra le novità introdotte dal decreto correttivo del Jobs Act spicca il giro di vite sul collocamento obbligatorio. Il datore di lavoro che, pur essendo tenuto, non procede all’assunzione del disabile va incontro ad una sanzione di 153,20 euro per ogni giorno di ritardo. La disciplina previgente prevedeva una sanzione giornaliera di 62,77 euro. Un incremento più che doppio che impone la massima attenzione da parte dei datori di lavoro. Per compensare il giro di vite, il legislatore ha previsto l’applicazione dell’istituto della diffida. Infatti, trattandosi di una violazione sanabile, il personale ispettivo – prima di applicare la sanzione – diffiderà il trasgressore alla regolarizzazione. In caso di ottemperanza, il trasgressore sarà ammesso al pagamento della sanzione ridotta pari ad un quarto di quella stabilita.

Chi sono i datori di lavoro obbligati ad assumere i disabili?

L’obbligo di assumere lavoratori appartenenti alle categorie protette è strettamente legato alla base occupazionale del datore di lavoro. Quest’ultima tiene conto di particolare regole di computo. A titolo di esempio: i lavoratori part-time sono conteggiati in proporzione all’orario di lavoro svolto; quelli a tempo determinato solo se di durata superiore a sei mesi; gli apprendisti e i dirigenti, invece, sono sempre esclusi dalla base occupazionale. Fino a 14 dipendenti non sussiste alcun obbligo di assunzione disabili. Da 15 a 35, un lavoratore disabile. Da 36 a 50, due lavoratori disabili. Nelle aziende con più di 50 dipendenti, il 7% dei lavoratori occupati. L’assunzione deve essere effettuata entro 60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo (1), di norma, tramite richiesta nominativa al Centro per l’impiego.

I lavoratori già disabili al momento dell’assunzione possono essere computati nella quota di riserva se il grado di disabilità è almeno pari al 60%. Il decreto correttivo del Jobs Act ha modificato la precedente disciplina che prevedeva la computabilità solo se la percentuale di disabilità fosse superiore al 60%.

Gli altri adempimenti

Entro il 31 gennaio di ogni anno (salvo proroghe), il datore di lavoro è tenuto a trasmettere un prospetto informativo contenente, nel dettaglio, lo stato occupazionale al 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si effettua la denuncia. Non è tenuto alla trasmissione telematica il datore di lavoro il cui organico è inferiore a 15 dipendenti. Se rispetto all’ultimo prospetto inviato non sono intervenuti cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva, il datore di lavoro non è tenuto ad inviare il prospetto. Ai trasgressori è applicata una sanzione amministrativa di 635,11 euro, maggiorata di 30,76 euro per ogni giorno di ulteriore ritardo.

Entro 10 giorni dall’interruzione del rapporto di lavoro con il disabile, il datore è tenuto a comunicarlo agli uffici competenti per provvedere all’avviamento di un altro lavoratore disabile in sostituzione.

(1) Per i datori di lavoro che occupano 15 dipendenti, fino al 31 dicembre 2016, il termine di 60 giorni decorre trascorsi dopo 12 mesi dalla 16ma assunzione.

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