tempo determinato

Tempo determinato, ultime settimane di regime transitorio

Per i contratti a tempo determinato stipulati prima del 14 luglio c’è tempo fino al 31 ottobre per beneficiare del regime transitorio introdotto dalla legge di conversione del decreto c.d. “dignità”.

Una scadenza da non dimenticare. Il 31 ottobre termina il periodo transitorio previsto dalla legge di conversione del decreto c.d. “dignità”. Dal giorno successivo trova piena applicazione la nuova disciplina sul tempo determinato .

La principali novità

Il contratto a termine non può superare i 24 mesi, incluso proroghe e rinnovi. Se la durata del primo contratto eccede i 12 mesi, occorre specificare la causale. Quest’ultima è sempre richiesta in caso di rinnovo. Le motivazioni che giustificano l’apposizione del termine solo solo tre:

  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria;
  • necessità temporanee e oggettive, estranee all’attività ordinaria;
  • esigenze sostitutive di altri lavoratori.

Nei contratti di somministrazione a termine la causale è riferita all’utilizzatore.

Per ciascun rinnovo è dovuto un contributo addizionale a carico del datore di lavoro pari allo 0,5% che si aggiunge a quello già previsto dalla riforma c.d. Fornero (1,4%). In attesa dei dovuti chiarimenti, è prudente ritenere che il contributo addizionale vado moltiplicato per il numero dei rinnovi (0,50% – 1,00% – 1,50%, ecc).

E’ possibile prorogare il contratto a tempo determinato solo 4 volte.

Restano esclusi dalle novità introdotte tutti i contratti a termine stagionali.

Il regime transitorio

Interessa, prevalentemente, i contratti a tempo determinato stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto c.d. “dignità” (14 luglio). In questo caso, fino al 31 ottobre, trova applicazione la disciplina previgente. In altre parole: fino ad ottobre è possibile prorogare o rinnovare un contratto a termine per raggiungere i 36 mesi di durata, ma senza essere obbligati a specificare una causale.

Beneficiano di questo regime transitorio anche i contratti a termine stipulati prima del 14 luglio, ma rinnovati o prorogati dopo questa data.

Nessun regime transitorio è previsto per i contratti a termine decorrenti dal 14 luglio. In questi casi trova applicazione la nuova disciplina.

Il regime transitorio non riguarda il contributo addizionale dello 0,50% che è dovuto per tutti i rinnovi effettuati a partire dal 14 luglio anche se, al riguardo, mancano le istruzioni operative dell’INPS per il relativo versamento.

Dal 12 agosto  il numero di lavoratori a termine diretti e somministrati non può eccedere il 30% dei lavoratori in forza a tempo indeterminato presso l’utilizzatore. Questo nuovo limite va ad aggiungersi a quello già previsto per i contratti a termine diretti (20% se non diversamente previsto dal CCNL).

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