unità produttiva

L’unità produttiva non va sempre censita

L’indicazione dell’unità produttiva nel flusso Uniemens è obbligatoria dal mese di marzo. E’ un dato indispensabile per poter accedere all’integrazione salariale, ma le indicazioni fornite dall’INPS hanno creato un po’ di confusione.

L’unità produttiva non va censita se il datore di lavoro ha un’unica sede di lavoro. E’ questa la principale indicazione contenuta nel messaggio INPS n. 1444 dello 31 marzo scorso . Il chiarimento, seppur atteso, giunge con un po’ di ritardo. In base alle indicazioni fornite in precedenza dallo stesso Istituto previdenziale (circolare n. 9/2017  e 56/2017 ), molti intermediari si erano già attivati per censire tutte le sedi, compresa quella principale, anche se unica sede di lavoro.

Come adeguarsi alle nuove istruzioni? La procedura di gestione delle unità produttive non permette la cancellazione dei censimenti già effettuati. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di modificare l’inserimento indicando la fine validità. In caso contrario, resta il dubbio di quale identificativo UP (unità produttiva) attribuire ai lavoratori. Il tempo a disposizione per apportare eventuali modifiche comincia a ridursi. Entro fine mese occorre inviare il flusso Uniemens con la compilazione del nuovo campo. Anche se la questione ruota attorno ad un mero codice, è molto delicata perché da esso dipende l’accoglimento delle domande di integrazione salariale.

Cosa si intende per unità produttiva

L’unità produttiva è un concetto introdotto con la riforma degli ammortizzatori sociali operata attraverso il decreto legislativo n. 148/2015 . Identificarla è fondamentale per poter accedere all’integrazione salariale (CIGO, CIGS e fondi di solidarietà). L’unità produttiva è lo stabilimento finalizzato alla produzione di beni o all’erogazione di servizi che presenta congiuntamente i seguenti requisiti:

  • risulta dotato di autonomia finanziaria o tecnico funzionale ovvero presenti una fisionomia distinta ed abbia, in condizioni di indipendenza, un proprio riparto di risorse disponibili così da permettere in piena autonomia le scelte organizzative più confacenti alle caratteristiche funzionali e produttive dello stabilimento;
  • è idoneo a realizzare l’intero ciclo produttivo o una fase completa dello stesso;
  • ha maestranze adibite in via continuativa.

I cantieri edili e dell’impiantistica industriale si considerano unità produttive solo se la durata dell’appalto è almeno pari ad un mese.

Perché è importante definire l’unità produttiva

Il Legislatore collega il concetto di unità produttiva:

  1. all’individuazione della sede INPS territorialmente competente a trattare l’istanza di integrazione salariale;
  2. al requisito soggettivo dell’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni necessario per accedere al trattamento;
  3. al limite temporale massimo di utilizzo del trattamento;
  4. all’individuazione del contributo addizionale dovuto.

La differenza con l’unità operativa

Il concetto di unità produttiva va distinto da quello di unità operativa (già presente in Uniemens da gennaio 2011). In particolare, per  unità operativa s’intende il luogo dove si svolge stabilmente l’attività lavorativa di uno o più dipendenti ovvero la sezione produttiva aziendale avente caratteristiche di omogeneità, ma priva dei tre requisiti necessari per considerarla unità produttiva. Una sede di lavoro potrà essere, al tempo stesso, unità produttiva ed operativa. Di contro, chiarisce l’INPS, è possibile che una sede soddisfi esclusivamente i requisiti per essere definita unità operativa.

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