voucher, lavoro occasionale

Voucher, pronto l’ennesimo restyling

Voucher solo per famiglie, imprese o professionisti senza dipendenti. Previsto un abbassamento dell’importo massimo percepibile in un anno.

Queste le modifiche allo studio della commissione lavoro della Camera per sterilizzare il referendum abrogativo promosso dalla CGIL.

Le probabili novità

Il provvedimento depositato  è una sintesi di ben undici proposte e prevede di limitare l’uso dei voucher alle famiglie e alle imprese/professionisti senza dipendenti. Il tetto massimo percepibile si abbasserà a 5 mila euro nell’anno civile (contro i 7 mila attuali). Il singolo committente non potrà liquidare più di 3 mila euro all’anno, ma il prestatore di lavoro potrà riceverne al massimo 2 mila dallo stesso committente.

I committenti non imprenditori o professionisti potranno utilizzare i voucher per lavori domestici, assistenza ad anziani e bambini, insegnamento privato, lavori di giardinaggio, manifestazioni senza scopo di lucro e piccoli lavoro in agricoltura. Confermato l’obbligo di corrispondere 10 euro per ciascuna ora di lavoro.

Vincoli più stringenti per imprese e professionisti. In primo luogo i prestatori di lavoro dovranno essere disoccupati, pensionati, studenti con meno di 25 anni, disabili e stranieri extra UE regolarmente soggiornanti in Italia. Inoltre, previsto l’obbligo di corrispondere per ogni ora di lavoro un voucher di almeno 15 euro. Confermati gli obblighi di comunicazione attualmente previsti.

Per le attività agricole di carattere stagionale il ricorso a voucher sarà possibile solo per pensionati e studenti under 25 anni.

Disciplina attuale

La disciplina attuale consente di utilizzare i voucher in tutti i settori. L’unico limite è di carattere economico: il percettore non può superare i 7 mila euro netti nell’anno civile considerando tutti i committenti. L’impresa o il professionista, tuttavia, non può liquidare, allo stesso lavoratore, più di 2 mila euro all’anno. Prima dell’inizio della prestazione è obbligatorio effettuare una comunicazione telematica all’INPS. Per evitare l’uso distorto dei voucher, da ottobre 2016, imprese e professionisti sono tenuti ad effettuare un’ulteriore comunicazione alla sede territoriale competente dell’INL indicando il giorno, l’ora di inizio e fine prestazione.

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