registro infortuni, legge di bilancio

Registro infortuni in soffitta dal 23 dicembre

Il registro infortuni va in soffitta. Dal 23 dicembre 2015, per effetto delle semplificazioni introdotte dal Jobs Act (D.Lgs. n. 151/2015, art. 21, comma 4 ), il datore di lavoro non sarà più obbligato alla tenuta del registro infortuni. Salvo diversa interpretazione ministeriale, sembrerebbe possibile disfarsi anche delle registrazioni effettuate prima del 23 dicembre 2015. D’altronde, se il Legislatore avesse voluto riferirsi alla sola istituzione del registro infortuni non avrebbe utilizzato l’espressione “… è abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni”.

Resta fermo l’obbligo di denunciare, esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’INAIL, gli infortuni sul lavoro con prognosi superiore a tre giorni, escluso quello dell’evento. La denuncia deve essere effettuata entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico ovvero entro 24 ore dall’infortunio se dall’evento è derivata la morte o vi è pericolo di morte del lavoratore. Analoga denuncia va effettuata anche all’autorità di pubblica sicurezza entro due giorni dall’evento.

Nato per registrare, cronologicamente, tutti gli infortuni occorsi durante l’attività lavorativa che comportavano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno escluso quello dell’evento, il registro infortuni rappresentava un indispensabile strumento a disposizione degli organi di controllo per monitorare l’andamento infortunistico in azienda. Oggi, lo stesso risultato, può essere facilmente ottenuto consultando le banche dati messe a disposione dell’INAIL.

Il registro infortuni doveva essere vidimato dall’ASL competente per territorio, la quale, constatata la conformità del registro al modello stabilito con decreto, lo contrassegnava in ogni sua pagina, dichiarando nell’ultima pagina il numero dei fogli che lo componevano e la data del rilascio. Avvalendosi delle nuove competenze legislative regionali previste dalla Costituzione, negli ultimi anni, alcune regioni (tra cui Campania, Lombardia, Veneto), avevano abolito l’obbligo della (sola) vidimazione del registro infortuni.

Ulteriori semplificazioni sono attese nel prossimo anno. Dal 22 marzo 2016, l’obbligo del datore di lavoro di comunicare all’autorità locale di pubblica sicurezza l’infortunio sul lavoro si considererà assolto mediante la trasmissione telematica all’INAIL della denuncia di infortunio. Sarà cura dell’Istituto assicuratore condividere questi dati con le autorità pubbliche interessate, ma solo in caso di infortunio mortale o con prognosi superiore a 30 giorni. Un decreto ministeriale di prossima emanazione eliminerà anche l’obbligo, fino ad allora posto in capo al datore di lavoro, di trasmettere il certificato medico. Infatti, sarà onere del medico o della struttura sanitaria competente inoltrarlo telematicamente all’INAIL che, a sua volta, lo metterà a disposizione dei soggetti obbligati ad effettuare la denuncia on-line.

AGGIORNAMENTO: con la circolare n. 92 del 23 dicembre 2015, l’INAIL ha comunicato che “Resta inteso che gli infortuni avvenuti in data precedente a quella del 23 dicembre 2015 saranno consultabili nel registro infortuni abolito dalla norma in esame.”

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