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ANF arretrati: nuove modalità di conguaglio

Sarà possibile conguagliare ANF arretrati fino a 3 mila euro. Per importi superiori occorrerà trasmettere un flusso di regolarizzazione.

I datori di lavoro non potranno conguagliare arretrati ANF per importi superiori a 3 mila euro. A renderlo noto è l’INPS con il messaggio 4283 del 31 ottobre scorso .

L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) spetta ai nuclei familiari dei lavoratori dipendenti iscritti alle casse gestite dall’INPS.

L’importo dell’assegno è calcolato in relazione alla composizione del nucleo familiare ed ai redditi da lavoro dipendente dichiarati. E’ corrisposto dal datore di lavoro al lavoratore dipendente che ha presentato all’azienda l’apposito modello di richiesta con cui è resa una dichiarazione di responsabilità.

I redditi si riferiscono all’anno solare precedente a quello della richiesta degli assegni.

L’assegno decorre dal mese di luglio dell’anno di richiesta fino a giugno dell’anno successivo.

Se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti entro cinque anni, secondo il termine di prescrizione quinquennale.

I datori di lavoro interessati al conguaglio di importi di ANF arretrati, a partire dalle denunce con periodo di competenza Novembre 2017, potranno richiedere per ogni singolo dipendente gli importi spettanti entro un tetto massimo di € 3.000.

Le richieste di arretrati spettanti per importi ulteriori e non conguagliabili secondo le nuove disposizioni, potranno essere effettuate utilizzando esclusivamente flussi Uniemens di regolarizzazione.

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