APE volontaria, contratto di prestazione occasionale, naspi, coefficiente di rivalutazione del montante contributivo, lavoro domestico

APE volontaria: un prestito per anticipare il pensionamento

L’APE volontaria consentirà di anticipare il pensionamento di vecchiaia fino a 3 anni e 7 mesi. A finanziarlo sarà un prestito erogato da una banca e garantito dalla pensione di vecchiaia che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto.

L’APE volontaria è stata introdotta, in via sperimentale, dalla legge di stabilità 2017 (art. 1, comma 166 e seguenti ). Consentirà di anticipare il pensionamento di vecchiaia fino a 3 anni e 7 mesi. In pratica, i lavoratori potranno anticipare il pensionamento ricevendo un prestito che sarà rimborsato, mensilmente e per 20 anni, a partire dalla data di maturazione dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia. L’anticipo pensionistico volontario, diversamente da quello sociale , non sarà a costo zero. Il prestito, infatti, sarà coperto da una polizza assicurativa contro il rischio di premorienza. E stata prevista, tuttavia, la parziale detraibilità del costo sostenuto. La sperimentazione dell’APE volontaria inizierà il 1° maggio 2017 e terminerà il 31 dicembre 2018.

Potranno farne richiesta i lavoratori dipendenti pubblici e privati, i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata INPS. Resteranno esclusi i liberi professionisti iscritti a casse professionali (consulenti del lavoro, avvocati, commercialisti, ecc.). Per accedere al prestito occorrerà soddisfare, congiuntamente al momento della richiesta, i seguenti requisiti:

  • almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria (circa 703 euro);
  • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa.

La procedura

Dopo aver presentato domanda all’INPS, l’Istituto previdenziale certificherà il possesso dei requisiti e comunicherà l’importo minimo e massimo della rata di anticipo ottenibile. A questo punto il lavoratore presenterà, congiuntamente, domanda per l’APE volontaria e per la pensione di vecchiaia. Alla domanda dovrà essere aggiunta l’indicazione dell’istituto finanziatore che concederà il prestito e dell’assicurazione con la quale sarà stipulata la polizza contro il rischio di premorienza. Il lavoratore potrà rivolgersi esclusivamente a banche ed assicurazioni che aderiranno ad un apposito convenzione quadro.

La durata minima dell’anticipo pensionistico è di sei mesi. Maturati i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia, l’INPS tratterrà l’importo della rata dall’assegno mensile e lo girerà alla banca finanziatrice.

I datori di lavoro del settore privato, gli enti bilaterali o i fondi di solidarietà potranno, in accordo con il lavoratore, ridurre il costo del finanziamento incrementando il montante contributivo del lavoratore.

Presso il Ministero dell’economia e delle finanze sarà istituito un fondo per la coperatura dell’80% del finanziamento e dei relativi interessi.

Le somme erogate a titolo di prestito saranno escluse dalla base imponibile IRPEF. A fronte del costo corrisposti sarà riconosciuto al lavoratore un credito di imposta pari al 50% dell’onere sostenuto, in misura pari ad 1/20 per ogni anno di restituzione del prestito. Tale credito d’imposta non concorrerà alla formazione del reddito ai fini IRPEF e sarà riconosciuto direttamente dall’INPS a partire dal primo pagamento del trattamento di pensione.

Site Footer