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Apprendistato, l’INPS riepiloga il regime contributivo

L’INPS fa il punto sul regime contributivo dell’unico contratto a carattere formativo previsto nel nostro ordinamento giuridico: l’apprendistato.

Nelle intenzioni del Legislatore l’apprendistato dovrebbe essere il principale strumento per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Per incentivarne l’utilizzo sono previsti benefici normativi, contrattuali e contributivi. Quest’ultimi, sono stati recentemente riepilogati dall’INPS con la circolare n. 108/2018 .

Esistono tre forme di apprendistato:

  • quello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore (I livello);
  • il professionalizzante (II livello);
  • quello di alta formazione e ricerca (III livello).

Il più diffuso è quello professionalizzante e riguarda i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni (intesi come 29 anni e 364 giorni).

L’apprendistato è considerato un contratto a causa mista perché a fronte della prestazione ricevuta il datore di lavoro si obbliga non solo a corrispondere la retribuzione, ma anche a formare il giovane lavoratore. Il periodo formativo, di norma, dura tre anni, ma per le qualifiche artigiane può raggiungere i 5 anni.

Per l’intera durata del periodo formativo l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro artigiano e non artigiano è pari all’11,61% della retribuzione imponibile. Una misura molto bassa se si pensa che quella ordinaria è circa il 29%.

Di contro, il lavoratore versa un’aliquota pari al 5,84%, in luogo del 9,19%.

Per i datori di lavoro che occupano un numero di addetti pari o inferiore a nove, il prelievo contributivo a carico del datore di lavoro si riduce ulteriormente:

  • 3,11% nel primo anno;
  • 4,61% nel secondo anno;
  • 11,61% dal terzo anno e fino al termine del periodo formativo.

Per i datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione dell’integrazione salariale o dei fondi di solidarietà, le aliquote indicate devono essere incrementate della relativa contribuzione di finanziamento. L’aumento, tuttavia, non intacca l’appeal dell’apprendistato.

Appare utile ricordare che le aliquote esposte includono il premio INAIL e che è previsto il mantenimento dei benefici contributivi per un ulteriore anno in caso prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo formativo.

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