diritto di precedenza, collaboratori familiari, lavoro familiare

Collaboratori familiari: la prestazione è occasionale fino a 90 giorni

La prestazione dei collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, agricoltura e commercio è occasionale se non supera le 90 giornate all’anno.

A ribadirlo è l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) con la lettera circolare n. 50 del 15/03/18 . Il chiarimento è finalizzato ad uniformare l’attività di vigilanza di tutto il personale ispettivo.

Va premesso, esordisce l’INL, che l’esame delle attività prestate dai collaboratori familiari non può prescindere da una valutazione caso per caso delle singole fattispecie.

Tuttavia, ci sono ipotesi per le quali è possibile ricondurre queste prestazioni ad esigenze solidaristiche temporalmente circoscritte. E’ il caso, a titolo di esempio, del familiare pensionato o del familiare che sia titolare di un rapporto di lavoro full-time.

In tutti gli altri casi, una prestazione di durata inferiore ai 90 giorni all’anno può essere considerata occasionale.

Il criterio dei 90 giorni può essere utilizzato anche per le attività stagionali, previo riproporzionamento in funzione della durata effettiva dell’attività stagionale.

Il citato criterio di valutazione non è destinato ad operare in termini assoluti, ma – ove si prescinda dallo stesso – i verbali ispettivi dovranno essere puntualmente motivati in ordine alla ricostruzione del rapporto in termini di prestazione lavorativa abituale/prevalente.

Le indicazioni fornite dall’INL si riferiscono agli obblighi di carattere previdenziale nei confronti dell’INPS. Per quanto riguarda la tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dall’INAIL, trattandosi di un obbligo assicurativo notoriamente più stringente, restano valide le precisazioni contenute nella lettera circolare n. 14184/2013 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali .

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