congedo obbligatorio padre

Congedo obbligatorio padre prorogato anche nel 2017

Prorogati anche per le nascite, le adozioni e gli affidamenti avvenute nel 2017 il congedo obbligatorio padre. Nessuna proroga per quello facoltativo.

La legge di bilancio 2017 ha previsto la proroga del congedo obbligatorio del padre lavoratore dipendente anche per la nascite, le adozioni e gli  affidamenti avvenute nell’anno solare 2017.

Il congedo obbligatorio è pari a due giorni da fruire, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia (in caso di adozione/affidamento nazionale o internazionale) del minore. Il trattamento economico è pari al 100% della retribuzione ed è a carico dell’INPS.

La disciplina di riferimento è contenuta nel decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 22 dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 13 febbraio 2013 .

Come chiarito dall’INPS, restano valide le istruzioni di prassi contenute nella circolare n. 40 del 14/03/2013 . Dunque, sono tenuti a presentare domanda all’Istituto previdenziale solo i lavoratori per i quali il pagamento dell’indennità è erogato direttamente dall’INPS.

Di contro, tutti i lavoratori per i quali il congedo obbligatorio è anticipato dal datore di lavoro, devono comunicare in forma scritta al proprio datore di lavoro la fruizione del congedo, senza necessità di presentare domanda all’INPS. In questi casi, infatti, i datori di lavoro comunicano all’INPS le giornate di congedo obbligatorio fruite attraverso il flusso Uniemens che gli stessi datori di lavoro (o i loro intermediari) trasmettono ogni mese all’INPS in modalità telematica.

Nessuna proroga per il congedo facoltativo

La legge di bilancio non ha prorogato il congedo facoltativo. Si tratta del congedo di uno o due giorni, anche continuativi, che il padre lavoratore dipendente poteva usufruire se la madre lavoratrice rinunciava ad altrettanti giorni del proprio congedo di maternità. La fruizione del congedo facoltativo determinava l’anticipazione del termine finale del congedo post partum della madre per un numero di giorni pari al numero di giorni fruiti dal padre. Dunque, dal 1° gennaio 2017, il congedo facoltativo non potrà essere fruito e indennizzato.

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