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Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro

La corretta gestione di un infortunio sul lavoro non coinvolge solo il datore di lavoro, ma anche il medico o la struttura sanitaria che presta il primo soccorso, il lavoratore e l’INAIL

Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da una causa violenta dalla quale derivi la morte, un’inabilità temporanea assoluta oppure un’inabilità permanente parziale o assoluta. Sono tutelati anche gli infortuni che si verificano nel tragitto che il lavoratore compie per recarsi sul luogo di lavoro o per rientrare a casa (c.d. infortunio in itinere ).

Affinché si configuri un infortunio sul lavoro è indispensabile riscontrare un nesso causale tra l’attività lavorativa svolta e il sinistro. Per causa violenta s’intende un fattore esterno che, con azione intensa e concentrata nel tempo, arreca un danno o una lesione all’organismo del lavoratore.

Adempimenti a carico del medico o della struttura sanitaria

Dal 22 marzo scorso, contestualmente alla compilazione, ogni certificato di infortunio sul lavoro deve essere trasmesso esclusivamente per via telematica all’Istituto assicuratore. La trasmissione deve avvenire entro le 24 del giorno successivo alla prima assistenza. Copia del certificato con l’indicazione del numero identificativo, della data di emissione e dei giorni di prognosi deve essere consegnata anche al lavoratore.

Adempimenti a carico dell’INAIL

L’INAIL, tramite un’apposita piattaforma ad accesso riservato, rende disponibili le certificazioni ai soggetti obbligati ad effettuare la denuncia telematica (i datori di lavoro o i consulenti del lavoro delegati). L’Istituto assicuratore, inoltre, trasmette all’autorità di pubblica sicurezza le informazioni relative agli infortuni mortali o con prognosi superiore a trenta giorni. Se la prognosi, escluso il giorno dell’evento, è inferiore a tre giorni non vi è alcun trattamento economico a carico dell’INAIL.

Adempimenti a carico del lavoratore

Al verificarsi dell’infortunio sul lavoro, il lavoratore è tenuto a darne immediata notizia al datore di lavoro, anche se l’evento è di lieve entità. Il prestatore di lavoro deve fornire al datore di lavoro il numero identificativo del certificato, la data di emissione e i giorni di prognosi indicati. Il lavoratore deve sottoporsi alle cure mediche e chirurgiche ritenute necessarie dall’INAIL. L’ingiustificato rifiuto comporta una penalizzazione sulle prestazioni economiche. Durante il periodo di assenza dal lavoro, così come accade in caso di malattia, il lavoratore è tenuto a rendersi disponibile in determinate fasce orarie. 

Adempimenti a carico del datore di lavoro

Il datore di lavoro è tenuto a garantire, al lavoratore non in prova, la conservazione del posto di lavoro per il tempo previsto dalla legge o dai contratti collettivi. Se la prognosi è inferiore a tre giorni escluso quello dell’evento, fino al prossimo 11 aprile 2017, il datore di lavoro non è tenuto a darne comunicazione all’INAIL. Di contro, se la prognosi supera i tre giorni escluso quello dell’evento, il datore di lavoro è obbligato ad inoltrare denuncia telematica entro due giorni da quando riceve i riferimenti del certificato medico. In caso di morte o pericolo di morte, la denuncia deve essere trasmessa entro 24 ore dall’evento. Dal 22 marzo 2016 i datori di lavoro sono esonerati dall’obbligo di allegare il certificato medico. La certificazione, come già detto, è acquisita dall’INAIL direttamente dalla struttura sanitaria che la rilascia e viene resa disponibile ai datori di lavoro tramite un’apposita funzione nell’area riservata del sito INAIL. Al datore di lavoro che, entro i termini previsti, non provvede all’obbligo di trasmissione telematica della denuncia di infortunio, viene irrogata una sanzione amministrativa da € 1.290,00 a € 7.745,00.

Questo articolo è stato pubblicato anche sul bimestrale Set/Ott 2016 del Centro Studi ANCL SU Campania “on. V. Mancini” 

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