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Le dimissioni per ragioni di salute escludono l’indennità di disoccupazione

Non spetta l’indennità di disoccupazione al lavoratore che si dimette per ragioni di salute.

A precisarlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12565 del 18/05/2017 . Il caso di specie riguarda un lavoratore impiegato in una panetteria, ma affetto da asma bronchiale da allergia alle farine. Considerata l’impossibilità di essere reimpiegato all’interno dell’azienda, il lavoratore decide di dimettersi e presenta domanda di disoccupazione. L’INPS la respinge sul presupposto che la stessa non spetta in caso di normali dimissioni.

Sia il giudice di prime cure che la Corte di Appello accolgono la tesi del lavoratore. L’INPS, ritenendo errata la sentenza, propone ricorso in Cassazione. L’Istituto previdenziale sostiene che l’indennità di disoccupazione non possa essere corrisposta nell’ipotesi di dimissioni per motivi di salute perché trattasi di una fattispecie estranea alla nozione di giusta causa. Nozione delineata sia dalla giurisprudenza di legittimità (sentenza n. 29481/2008) che da quella costituzionale (sentenza n. 269/2002) e legata alla ricorrenza di fatti o circostanze comunque riferibili al datore di lavoro.

La Suprema Corte accoglie il ricorso dell’INPS sul presupposto che “la nozione di giusta causa, sia da ricollegare o ad un gravissimo inadempimento ovvero ad un’altra causa oggettivamente idonea a ledere il vincolo fiduciario, mentre esula da tale nozione l’impossibilità oggettiva della prestazione lavorativa derivante da stato di malattia”. La disoccupazione è involontaria quando è dovuta al comportamento di un altro soggetto ovvero riconducibile ad un difetto del rapporto di lavoro così grave da impedirne la provvisoria esecuzione. Diversamente, aggiunge la Suprema Corte, si finirebbe per orientare la prestazione verso il soddisfacimento di bisogni diversi da quelli cui mira il trattamento dell’indennità di disoccupazione. Tra l’altro, conclude la Corte di Cassazione, l’ordinamento appresta altre e specifiche tutele al lavoratore che versa in stato di malattia o che si dimostri essere inidoneo definitivamente all’espletamento delle proprie mansioni.

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