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Gestione separata: l’aumento dei contributi esclude i professionisti

Da gennaio 2018 l’aliquota contributiva dovuta per i collaboratori iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps sale al 34,23%. Esclusi dall’aumento i professionisti senza cassa.

Ultimo rincaro per le aliquote contributive dei collaboratori iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps. Dal 1° gennaio 2018, l’aliquota IVS aumenta di un punto percentuale raggiungendo quota 33%. L’incremento, programmato da tempo, equipara l’aliquota per il fondo pensioni a quella già prevista per i lavoratori dipendenti.

Alla percentuale del 33% occorre aggiungere:

  • lo 0,72% destinato al finanziamento dell’indennità di maternità, l’assegno per il nucleo familiare e l’indennità di malattia che, a partire dal 1° gennaio 2007, spetta anche per i periodi di malattia che non comportano il ricovero ospedaliero;
  • dal 1° luglio 2017,  lo 0,51% per il finanziamento dell’indennità DIS-COLL.

Il totale è 34,23%, di cui 2/3 a carico del committente ed un terzo a carico del collaboratore.

Nessun rincaro, invece, per i collaboratori iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria ovvero titolari di pensione diretta o indiretta, la cui aliquota resta fissa al 24%.

Allo stesso modo, l’incremento non riguarda i professionisti senza cassa iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps. Per loro, infatti, la legge n. 232/16  ha stabilito che, con decorrenza 2017, l’aliquota è fissa al 25% (+0,72% per finanziare malattia, maternità e ricovero ospedaliero) . Di contro, l’onere contributivo grava interamente sul professionista, senza alcun intervento da parte del committente.

Per i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps non esiste un contributo minimo da versare, come accade per artigiani e commercianti. I contributi sono calcolati in proporzione al reddito se non superiore ad un massimale pari, per il 2017, a 100.324 euro.

Tutti coloro che sono iscritti alla gestione separata Inps, per raggiungere l’accredito corrispondente ad un anno, devono versare un contributo non inferiore al minimale (15.548 euro nel 2017) per l’aliquota di riferimento (24%, 25,72% o 34,23%). Versamenti inferiori comportano, inevitabilmente, il riproporzionamento del periodo di copertura assicurativo.

 

Categorie:%
Professionisti non iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie e non pensionati:25,72%
Co.Co.Co ed assimilati:34,23%
Titolari di pensione o iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie:24,00%

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