infortunio in itinere

Infortunio in itinere, ecco quando è indennizzabile

L’INAIL tutela i lavoratori che subiscono un infortunio durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro. In questi casi si parla di infortunio in itinere.

Accanto all’infortunio sul lavoro, esiste un’altra fattispecie per la quale l’INAIL garantisce la tutela assicurativa. Si tratta dell’infortunio in itinere, ovvero quello avvenuto durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro . Al riguardo, occorre distinguere tre diverse ipotesi:

  1. il tragitto casa/lavoro è percorso con mezzi pubblici o a piedi;
  2. il tragitto casa/lavoro è percorso a bordo di una bicicletta;
  3. il tragitto casa/lavoro è percorso mediante l’uso di un mezzo privato.

Nel primo caso l’infortunio in itinere è coperto dalla tutela assicurativa solo laddove sono verificate le finalità lavorative, la normalità del tragitto e la compatibilità degli orari.

Nel secondo caso, l’uso della bicicletta è considerato sempre necessitato . Restano esclusi dalla tutela solo gli infortuni riconducibili a rischio elettivo. Quest’ultimo si configura quando il lavoratore, volontariamente, si espone ad un rischio abnorme rispetto al fine lavorativo. Oppure quando il comportamento adottato è configurabile come mero esibizionismo o legato a scelte individuali non riconducibili a necessità particolari.

L’uso del mezzo privato (automobile, scooter o altro mezzo di trasporto) può considerarsi necessitato solo qualora sia verificata la presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

  • il mezzo è fornito o prescritto dal datore di lavoro per esigenze lavorative;
  • il luogo di lavoro è irraggiungibile con i mezzi pubblici oppure è raggiungibile ma non in tempo utile rispetto al turno di lavoro;
  • i mezzi pubblici obbligano ad attese eccessivamente lunghe;
  • i mezzi pubblici comportano un rilevante dispendio di tempo rispetto all’utilizzo del mezzo privato;
  • la distanza della più vicina fermata del mezzo pubblico, dal luogo di abitazione o dal luogo di lavoro, deve essere percorsa a piedi ed è eccessivamente lunga.

Non solo tragitto casa/lavoro. Altre ipotesi di infortunio in itinere.

L’infortunio in itinere può verificarsi anche:

  • durante il normale tragitto che il lavoratore deve percorrere per recarsi da un luogo di lavoro ad un altro, nel caso di rapporti con più datori di lavoro;
  • durante il normale tragitto che il lavoratore deve percorrere per raggiungere il luogo di consumazione abituale dei pasti, se non esiste una mensa aziendale.

Cosa accede se l’infortunio avviene a seguito di interruzioni e/o deviazioni dal normale percorso?

Le interruzioni e deviazioni dal normale percorso non rientrano nella copertura assicurativa, a meno che non ricorrano specifiche condizioni di necessità. A titolo di esempio:

  • quelle effettuate in seguito ad una direttiva del datore di lavoro;
  • quelle dovute a causa di forza maggiore (ad esempio, un guasto meccanico);
  • quelle dovute ad esigenze essenziali ed improrogabili (ad esempio, il soddisfacimento di esigenze fisiologiche);
  • quelle effettuate per adempiere ad obblighi penalmente rilevanti (ad esempio, per prestare soccorso a vittime di incidente stradale);
  • quelle effettuate per esigenze costituzionalmente rilevanti (ad esempio, per accompagnare i figli a scuola);
  • le brevi soste che non alterano le condizioni di rischio.

Il consumo di alcool, droga e di psicofarmaci esclude la tutela assicurativa.

Non sono indennizzati gli infortuni in itinere direttamente causati dall’abuso di sostanze alcoliche e di psicofarmaci, dall’uso non terapeutico di stupefacenti e allucinogeni, nonché dalla mancanza del titolo di abilitazione alla guida da parte del conducente.

 

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