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NASpI: compatibilità con il lavoro autonomo e di impresa

L’Inps ha chiarito la compatibilità della NASpI con alcune tipologie di attività lavorativa e con alcuni tipi di reddito.

La NASpI è interamente cumulabile con le remunerazioni derivanti da stage, ma non con borse di studio e assegni di ricerca. Semaforo verde anche al cumulo tra NASpI e lavoro occasionale. I redditi da lavoro autonomo o di impresa, invece, sono cumulabili fino a 4.800 euro, ma è indispensabile darne comunicazione all’Inps entro 30 giorni. Questi ed altri chiarimenti sono contenuti nella circolare Inps n. 174/2017 .

Borse lavoro, stage e tirocini professionali

Anche se le somme percepite dallo stagista sono assimilate, ai fini fiscali, ai redditi da lavoro dipendente, il beneficiario può cumularle integralmente con la NASpI e non deve preoccuparsi di darne comunicazione all’Inps.

Discorso diverso per le borse di studio e gli assegni di ricerca. Il cumulo è possibile se il reddito non supera gli 8 mila euro. Il beneficiario, pena la decadenza, deve darne comunicazione all’Inps entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o dalla domanda di NASpI se successiva. E’ prevista la riduzione della NASpI in misura pari all’80% del reddito previsto.

Lavoro occasionale

Poichè i compensi derivanti da lavoro occasionale (PrestO e libretto famiglia ) non possono superare i 5 mila euro nell’anno civile, la cumulabilità con la NASpI è piena e non c’è obbligo di comunicazione all’Inps.

Lavoro autonomo con iscrizione a casse private

Il cumulo è possibile se il reddito annuo derivante dall’attività professionale non supera i 4.800 euro all’anno. L’interessato, entro un mese dall’inizio dell’attività professionale o dalla presentazione della domanda di disoccupazione se successiva, deve comunicare all’Inps, a pena di decadenza, il reddito annuo che prevede di realizzare, anche se pari a zero. La NASpI è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto (cfr. art. 10, comma 1, d.lgs. n. 22/2015 ).

L’Istituto previdenziale chiarisce che la sola titolarità della P.IVA e/o l’iscrizione ad un Albo professionale non è sufficiente a supporre la produzione di reddito da lavoro autonomo. Potrebbe accadere, infatti, che l’attività autonoma non sia realmente svolta. Le procedure informatiche dell’Inps saranno presto adeguate per gestire meglio queste casistiche.

Amministratore, consigliere e sindaco di società

Questi redditi sono assimilati a quelli da lavoro dipendente. Il cumulo è possibile fino ad 8 mila euro all’anno, ma occorre darne comunicazione all’Inps entro un mese dalla richiesta della NASpI o dall’inizio dell’attività se successiva. In mancanza della comunicazione, scatta la decadenza. Anche in questo caso opera la riduzione dell’indennità di disoccupazione in misura pari all’80% del reddito previsto.

Redditi derivanti dalla condizione di socio di società di persone o capitali

Il cumulo è completo se il socio percepisce solo gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o patrimonio della società.

Socio di società di persone (s.n.c. e s.a.s.): se il socio svolge attività con carattere di abitualità e prevalenza ed è iscritto alla gestione previdenziale degli artigiani o commercianti, il cumulo è ammesso fino a 4.800 euro. Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’Inps entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se l’ attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne, anche se pari a zero. La NASpI è ridotta in misura pari all’80% del reddito previsto.

Socio di società di capitali: il socio di società per azioni o in accomandita per azioni non è iscrivibile alla gestione artigiani, commercianti od agricoltura. Il reddito percepito è considerato reddito da capitale. Il cumulo è possibile senza limitazioni e non c’è obbligo di comunicazione all’Inps.

Socio di società a responsabilità limitata: se ha i requisiti per iscriversi alla gestione artigiani, commercianti ed agricoltura, vale quanto detto per i soci di s.n.c. o s.a.s.: cumulo fino a 4.800 euro, obbligo di comunicazione all’Inps entro 30 giorni e riduzione della prestazione nella misura dell’80% del reddito previsto. In caso contrario, siamo in presenza di un socio di capitali.

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