Figuranti opera lirica

Anche per i figuranti dell’opera lirica sussiste l’obbligo assicurativo

Anche i figuranti dell’opera lirica sono lavoratori dello spettacolo per i quali sussiste l’obbligo assicurativo. Lo ha stabilito una recente sentenza della Corte di Cassazione chiamata ad esprimersi su un ricorso presentato da una Fondazione avverso le richieste dell’ente previdenziale che, a seguito di un’ispezione, con riferimento a 448 figuranti, reclamava la somma di 503.420,00 euro per contributi, somme aggiuntive e interessi di mora.

Secondo la fondazione, i figuranti dell’opera lirica sono assimilabili alle comparse cinematografiche. Quest’ultimi sono considerati dei dilettanti e per tale motivo esclusi dall’obbligo assicurativo. Il Tribunale accoglie il ricorso della fondazione. La Corte di Appello, invece, ribalta la sentenza accogliendo solo in parte le ragioni della fondazione. Da qui, il ricorso in Cassazione.

Secondo i giudici della Suprema Corte, nelle rappresentazioni liriche non è configurabile la presenza della comparsa, tipica del mondo cinematografico. Mentre la comparsa è libera da prove e da indicazioni di regia, il figurante non si limita alla semplice presenza ordinata sul palco, ma deve attenersi alle indicazioni della regia, al coordinamento scenico, al costume e al trucco. Egli, inoltre, deve partecipare alle prove.
Nel caso specifico, a fronte di un compenso pattuito, il figurante aveva l’obbligo di presentarsi a teatro all’ora delle convocazioni, di truccarsi e vestirsi per le prove e le recite, di non assentarsi dal luogo della rappresentazione nel periodo contrattuale, di non svolgere altre attività in luoghi pubblici o privati nel raggio di 30 chilometri, di partecipare a tutte le prove ed alle recite.

Non vi è dubbio, argomentano gli Ermellini, che gli accordi presi tra le parti attribuiscono stabilità alla figura dei lavoratori, non rilevando l’eventuale saltuarietà della partecipazione alle rappresentazioni, essendo tipiche del settore le prestazioni anche di singola giornata. Per altro verso, la previsione di un compenso evidenzia la professionalità del lavoratore. Quest’ultima, del resto, va intesa con riferimento alla specificità del settore, nel senso di essere riconducibile ad una delle categorie previste dalla legge (e tale è il figurante, quale figura di lavoratore chiamato a specifiche prestazioni artistiche, anche occasionali).

La sentenza impugnata conferma un principio già affermato dalla Cassazione in altre pronunce: l’obbligo assicurativo sussiste ogni volta che il lavoratore svolge un’attività artistica o tecnica diretta alla realizzazione di uno spettacolo con carattere di stabilità e professionalità, alla presenza di un pubblico appositamente convenuto ovvero che possa essere fruito da un pubblico più vasto che non assiste direttamente alla prestazione, ma che può beneficiarne grazie alle tecniche di registrazione disponibili, con la sola esclusione di quei soggetti che prestano tale attività in via meramente occasionale, non rilevando invece come causa di esclusione il fatto che tali prestazioni, benché professionali, siano saltuarie, o di breve durata, né che tale attività lavorativa non costituisca l’attività esclusiva del soggetto che la espleti.

Riferimenti:

Corte di Cassazione – Sentenza 21 settembre 2015, n. 18530

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