bonus sud unione civile, frozen, evasione contributiva, lavoratori domestici, naspi

Unione civile e convivenza di fatto: chiarimenti sull’obbligo di iscrizione alla gestione artigiani o commercianti

Obbligo di iscrizione alla gestione dei lavoratori autonomi artigiani e commercianti anche per ciascuna delle parti di un’unione civile. Obbligo escluso in caso di convivenza di fatto.

L’INPS, con la circolare n. 66 del 31 marzo scorso , ha fornito le prime istruzioni in merito all’incidenza delle nuove disposizioni normative in materia di unione civile e convivenza di fatto sulla disciplina degli obblighi previdenziali posti a carico degli esercenti attività d’impresa.

Unioni civili

Le unioni civili sono definite “specifica formazione sociale” e sono costituite, in assenza di cause impeditive, da “due persone maggiorenni dello stesso sesso”.

L’art. 1, comma 20, della legge n. 76/2016  prevede espressamente che:

le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

Come noto, lo status di coniuge è utile ai fini dell’individuazione dei soggetti che svolgono attività lavorativa in qualità di collaboratori del titolare d’impresa oppure, se l’impresa assume forma societaria, di uno dei titolari. Tanto la gestione previdenziale degli artigiani, quanto quella dei commercianti, annoverano tra i soggetti obbligati all’iscrizione i “familiari coadiuvanti” (per la gestione artigiani) e i “familiari coadiutori” (per la gestione commercianti), tra i quali rientra anche la figura del “coniuge”.

La sostanziale equiparazione tra il coniuge ed ognuna delle parti dell’unione civile comporta la necessità di estendere le tutele previdenziali in vigore per gli esercenti attività autonoma anche ai coadiuvanti o coadiutori uniti al titolare da un rapporto di unione civile.

Inoltre, con riferimento al campo di applicazione dell’istituto dell’impresa familiare, deve intendersi che il soggetto unito civilmente al titolare dell’impresa familiare deve essere equiparato al coniuge, con tutti i conseguenti diritti ed obblighi di natura fiscale e previdenziale.

Convivenze di fatto

Le convivenze di fatto consistono in unioni stabili tra due persone maggiorenni, legate da vincoli affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile. La nuova normativa estende al convivente alcune tutele, espressamente indicate, riservate al coniuge o ai familiari, ad esempio in materia penitenziaria, sanitaria, abitativa, ma non introduce alcuna equiparazione di status, né estende al convivente gli stessi diritti/obblighi di copertura previdenziale previsti per il familiare coadiuvante o coadiutore. Pertanto, il convivente di fatto, non avendo lo status di parente o affine entro il terzo grado rispetto al titolare d’impresa, non è contemplato dalle leggi istitutive delle gestioni autonome quale prestatore di lavoro soggetto ad obbligo assicurativo in qualità di collaboratore familiare.

Il comma 46 dell’art. 1 della legge n. 76/2016 aggiunge l’art. 230 ter al codice civile attribuendo al convivente

“che presti stabilmente la propria opera all’interno dell’impresa dell’altro convivente“

il diritto di

“partecipazione agli utili dell’impresa familiare ed ai beni acquistati con essi, nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, commisurata al lavoro prestato”,

a meno che non sussista già tra le parti un rapporto di subordinazione o di società.

L’eventuale attribuzione di utili d’impresa al convivente di fatto, da parte del titolare, ai sensi del nuovo articolo 230 ter, non ha alcuna conseguenza in ordine all’insorgenza dell’obbligo contributivo del convivente alle gestioni autonome, mancando i necessari requisiti soggettivi, dati dal legame di parentela o affinità rispetto al titolare.

Site Footer