L’artigiano di fatto non sempre è iscrivibile all’Inps

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L’Inps chiarisce in quali casi l’artigiano di fatto non è iscrivibile alla gestione previdenziale degli artigiani. La ditta o la società che svolge un’attivia artigiana, ma che si avvale di un responsabile tecnico esterno, non può essere iscritta nell’albo delle imprese artigiane. Di conseguenza, il titolare non è iscrivibile alla gestione previdenziale degli artigiani. E’ questo uno dei chiarimenti contenuti nel messaggio n. 1138 del 14/03/2018 . Il documento di prassi, condiviso dal Ministero del lavoro, nasce per soddisfare le

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Collaboratori familiari: la prestazione è occasionale fino a 90 giorni

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La prestazione dei collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, agricoltura e commercio è occasionale se non supera le 90 giornate all’anno. A ribadirlo è l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) con la lettera circolare n. 50 del 15/03/18 . Il chiarimento è finalizzato ad uniformare l’attività di vigilanza di tutto il personale ispettivo. Va premesso, esordisce l’INL, che l’esame delle attività prestate dai collaboratori familiari non può prescindere da una valutazione caso per caso delle singole fattispecie. Tuttavia, ci sono ipotesi per

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Unione civile e convivenza di fatto: chiarimenti sull’obbligo di iscrizione alla gestione artigiani o commercianti

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Obbligo di iscrizione alla gestione dei lavoratori autonomi artigiani e commercianti anche per ciascuna delle parti di un’unione civile. Obbligo escluso in caso di convivenza di fatto. L’INPS, con la circolare n. 66 del 31 marzo scorso , ha fornito le prime istruzioni in merito all’incidenza delle nuove disposizioni normative in materia di unione civile e convivenza di fatto sulla disciplina degli obblighi previdenziali posti a carico degli esercenti attività d’impresa. Unioni civili Le unioni civili sono definite “specifica formazione sociale” e

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Contribuzione previdenziale: gli effetti dell’accertamento tributario

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Gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario possono produrre effetti anche sulla contribuzione previdenziale dei lavoratori autonomi. L’Agenzia delle Entrate ha il compito di verificare i dati denunciati dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi. Su l’eventuale maggior reddito accertato nei confronti dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e liberi professionisti iscritti alla gestione separata) deve essere calcolata anche la contribuzione previdenziale. Per ridurre il contenzioso tributario, il Legislatore ha previsto diversi strumenti deflattivi. Essi, possono portare ad una rideterminazione dell’imponibile e, dunque, al ricalcolo della contribuzione

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