Collaboratori familiari: la prestazione è occasionale fino a 90 giorni

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La prestazione dei collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, agricoltura e commercio è occasionale se non supera le 90 giornate all’anno. A ribadirlo è l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) con la lettera circolare n. 50 del 15/03/18 . Il chiarimento è finalizzato ad uniformare l’attività di vigilanza di tutto il personale ispettivo. Va premesso, esordisce l’INL, che l’esame delle attività prestate dai collaboratori familiari non può prescindere da una valutazione caso per caso delle singole fattispecie. Tuttavia, ci sono ipotesi per

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Unione civile e convivenza di fatto: chiarimenti sull’obbligo di iscrizione alla gestione artigiani o commercianti

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Obbligo di iscrizione alla gestione dei lavoratori autonomi artigiani e commercianti anche per ciascuna delle parti di un’unione civile. Obbligo escluso in caso di convivenza di fatto. L’INPS, con la circolare n. 66 del 31 marzo scorso , ha fornito le prime istruzioni in merito all’incidenza delle nuove disposizioni normative in materia di unione civile e convivenza di fatto sulla disciplina degli obblighi previdenziali posti a carico degli esercenti attività d’impresa. Unioni civili Le unioni civili sono definite “specifica formazione sociale” e

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Gestione commercianti: l’iscrizione dell’accomandatario non è automatica

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L’iscrizione alla gestione commercianti richiede sempre la verifica dei presupposti. L’obbligo di iscrizione non sorge automaticamente per il socio accomandatario. Sono queste le conclusioni cui giunge la Corte di Cassazione con la sentenza del 16 novembre 2016, n. 23360 . Questi i fatti: il socio accomandatario di una società in accomandita semplice riceve una cartella di pagamento emessa dall’INPS per contributi dovuti alla gestione commercianti. Secondo l’Istituto previdenziale l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti per il socio accomandatario della s.a.s.

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Contribuzione previdenziale: gli effetti dell’accertamento tributario

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Gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario possono produrre effetti anche sulla contribuzione previdenziale dei lavoratori autonomi. L’Agenzia delle Entrate ha il compito di verificare i dati denunciati dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi. Su l’eventuale maggior reddito accertato nei confronti dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e liberi professionisti iscritti alla gestione separata) deve essere calcolata anche la contribuzione previdenziale. Per ridurre il contenzioso tributario, il Legislatore ha previsto diversi strumenti deflattivi. Essi, possono portare ad una rideterminazione dell’imponibile e, dunque, al ricalcolo della contribuzione

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