Decreto agosto: proroga del divieto di licenziamento

Prorogato il divieto di licenziamento per i datori di lavoro che non hanno integralmente fruito della cig o dell’esonero dei contributi previdenziali. I datori di lavoro che non hanno integralmente fruito dei trattamenti di integrazione salariale per COVID-19 o dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali introdotti dal decreto agosto, non potranno accedere alle procedure di licenziamento collettivo o individuale. Il blocco dei licenziamenti, dunque, proseguirà fin quasi a fine anno, vista la possibilità di usufruire, alternativamente, di ulteriori 18 settimane

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Licenziamento per superamento del comporto: criteri di calcolo

Omesso versamento delle ritenute previdenziali

Quando la disciplina collettiva non specifica diversamente, il criterio di calcolo del periodo di comporto deve avvenire secondo il calendario comune. Il lavoratore in malattia ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo di tempo definito dal CCNL. Questo periodo di tempo è noto come comporto. Se l’evento morboso si protrae oltre il periodo di comporto, il datore di lavoro è legittimato ad interrompere il rapporto di lavoro. Quando il CCNL non stabilisce un criterio specifico di

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Ticket licenziamento: precisazioni per i datori di lavoro edili

naspi, assegno per il nucleo familiare, regolarità contributiva, permessi legge 104/92, ticket licenziamento, aliquote contributive, gestione separata. riscatto, anf, certificato di agibilità, riscatto laurea

Il ticket licenziamento nel settore delle costruzioni edili non è dovuto se il licenziamento è per completamento delle attività o chiusura del cantiere. Il datore di lavoro che licenzia il dipendente per causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’indennità di disoccupazione NASpI, deve versare un ticket licenziamento di importo pari al 41% del massimale mensile annualmente determinato. L’INPS ha implementato le procedure di monitoraggio del ticket di licenziamento (art. 2 comma 31 della legge 28 giugno 2012, n.

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Illegittimo il criterio di calcolo dell’indennizzo in caso di licenziamento

gestione commercianti - indennità di disoccupazione, ritenute previdenziali, permessi legge 104/1992, certificazione, retribuzione, licenziamento, amministratore

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il criterio di calcolo dell’indennizzo previsto in caso di licenziamento ingiustificato. Nuova spallata al Jobs Act dopo quella del decreto cd “dignità” . Secondo i giudici della Consulta il criterio di calcolo dell’indennizzo, basato esclusivamente sull’anzianità di servizio, è illegittimo. Il tribunale del lavoro di Roma ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1 del d.lgs. n. 23/2015  che stabilisce in modo rigido l’indennizzo che spetta al lavoratore licenziato ingiustamente: … due

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